«La nostra è una visione olistica dove nuove partnership, collaborazioni e acquisizioni potranno dominare un mercato fatto dalla fusione di differenti industry come l’automotive, la telecommunication, data e software. Oggi Torino è tutto questo, oggi a Torino si crea il futuro».
Sapete chi lo ha detto, con quel filosofico e scientifico riferimento all’olismo? Nientedimeno che l’assessora delle politiche all’innovazione e Smart City del Comune di Torino Paola Pisano nell’incontro con il ministro all’Infrastrutture Danilo Toninelli, uno che notoriamente con l’olismo ci fa pranzo e cena.

Sicura come non mai, la professoressa Paola Pisano, che – secondo curriculum – ha al suo attivo 70 pubblicazione internazionali su tematiche relative all’innovazione e i modelli di business, ha proseguito nelle sue dissertazioni filosofiche con la stessa furia dei panzer del generale tedesco Guderian in Francia nel 1940, travolgendo le debole difese culturali del ministro Toninelli che, prima che fosse estratto il suo nome per il Parlamento, di mestiere faceva il liquidatore di incidenti stradali. «Siamo impegnati a diffondere innovazione per la crescita e lo sviluppo di una realtà urbana che ha una forte tradizione manifatturiera e una consolidata attitudine a guardare il futuro con realismo, ha detto l’assessora Pisano, facendo seguire una vagonata di parole straniere».

A questo punto, mentre con stile tutto lombardo, il ministro Toninelli ha cavato dalla tasca un vocabolario inglese-italiano e ha cominciato a consultarlo freneticamente, cercando di rimanere nella scia dell’assessora Pisano che sciorinava a rotta di collo parole come Smart Road, policy, Torino City Lab, player ed altro ancora per concludere che, all’interno della visione olistica, «sono un esempio virtuoso di cosa un’amministrazione comunale con il concorso di forze produttive e atenei può fare per il futuro della comunità».

Al massimo dell’esaltazione, rigorosamente olistica, con i cittadini delle periferie torinesi convertitisi all’anglofilia, l’assessora ha dato una apprezzabile (per il ministro) passatina oleosa di lingua sui posti chiave del governo gialloverde affermando che (testuale) «la nostra è una policy nata per portare nuove competenze, nuovi servizi e nuove opportunità non solo alla nostra città, e la visita del ministro Toninelli dimostra che l’attenzione a livello nazionale non manca».

Peccato per l’assessora Pisano che manchi del tutto ancora l’attenzione della città, ancora a digiuno, tra i tanti corsi inutili dell’amministrazione Appendino, di uno fondamentale per sopravvivere nel presente, senza spingersi nel futuro: proprio quello sull’olismo.