Il caso dell’Agenzia Nazionale delle politiche attive, il cui neo presidente è Mimmo Parisi l’ispiratore, tanto caro a Di Maio, dei Navigator, ha del paradosso: oltre 600 collaboratori precari di “Anpal Servizi”, la cui funzione è quella di ricollocare i disoccupati, saranno in sciopero domani, a Roma, davanti al Ministero dello Sviluppo Economico, per protestare contro l’incapacità del governo giallo-verde di mettere fine alla loro stessa condizione di precarietà.

Parliamo di operatori con profili professionali ritenuti dal vicepremier Luigi Di Maio strategici per il rafforzamento e la riqualificazione dei Centri per l’Impiego, per le politiche attive e l’implementazione del Reddito di Cittadinanza. Peccato che nella recente legge di Bilancio ad “Anpal Servizi” siano stati destinati solo 10 milioni di euro per gli oneri di funzionamento, una somma del tutto insufficiente per le stabilizzazioni dei circa 654 precari, che rappresentano circa il 60% del totale degli addetti.

Come se non bastasse, ai precari già dipendenti dell’agenzia nazionale, si aggiungeranno i sei mila Navigator a cui è stato promesso però, a differenza dei primi, un percorso di stabilizzazione.

Gli operatori precari di Anpal si troveranno così a fare da tutor e a trasferire le loro competenze ai nuovi navigator, che nel giro di poco smetteranno le vesti di precari per diventare a tutti gli effetti dipendenti a tempo indeterminato nei centri per l’impiego, senza aver superato alcuna selezione ad evidenza pubblica.

L’Anpal potrebbe rientrare nella gestione del cosiddetto Reddito di cittadinanza che il governo ha annunciato, ma circa il 62% dei dipendenti vedrà il suo contratto scadere entro settembre 2020.

«È una delle tante anomalie nell’incerto sistema delle “politiche attive” che in questi giorni il ministro del lavoro Di Maio sta promuovendo – ha evidenziato il senatore del Partito Democratico Mauro Laus, membro della Commissione lavoro al Senato – Oggi la previsione da parte del governo Lega-Cinque Stelle, di inserire 10.000 nuovi precari, 4.000 con le Regioni e 6000 gestite direttamente da Anpal servizi, non avrà di sicuro un effetto positivo se prima non si darà la dovuta legittimazione e il giusto riconoscimento ai 654 già precari con una stabilizzazione contrattuale a tempo indeterminato».

«Per questo, tra le proposte avanzate dal Pd nel pacchetto di 185 emendamenti al dl reddito-pensioni, il cosiddetto decretone, depositato in commissione Lavoro del Senato, alcuni di questi riguardano proprio la situazione dei lavoratori Anpal. La loro stabilizzazione rappresenterebbe il giusto salto di qualità della società Anpal Servizi spa che farebbe tesoro di tutto bagaglio di conoscenze e competenze professionali di cui sono portatori gli attuali dipendenti e rafforzerebbe a stessa azienda nei rapporti con le altre pubbliche amministrazioni (Regioni, università, scuole…) facendole conquistare il giusto ruolo di interlocutore istituzionale nella gestione delle politiche Attive cosi come avviene in altre nazioni europee, con l’autorevolezza necessaria e giusto che tale ruolo richiede», conclude Laus.