«Mi sono preso gli avvisi di garanzia al posto suo, ora non può abbandonarmi». Luca Pasquaretta era intercettato quando avrebbe pronunciato queste parole. Parla al telefono con l’assessore al Commercio Alberto Sacco. Quel “al posto suo” è riferito a Chiara Appendino, che l’ormai ex portavoce, costretto alle dimissioni per una consulenza da cinque mila euro al Salone del Libro 2017, vede in quei giorni come una persona ingrata.

Oggi Pasquaretta è accusato di estorsione: avrebbe minacciato di rivelare segreti di Palazzo e privati della sindaca se lei non gli avesse trovato un nuovo impiego.

Pochi mesi dopo quelle telefonate intercettate il giornalista entra nello staff comunicazioni della sottosegretaria all’Economia Laura Castelli, che inizialmente non aveva nessuna intenzione di assumere Pasquaretta.

Sfogo o ricatto? I magistrati stanno cercando di capirlo, interrogando Alberto Sacco, Chiara Appendino, Laura Castelli, il capogruppo M5s in Consiglio comunale Valentina Sganga, l’europarlamentare Tiziana Beghin, l’ex capo di Gabinetto Paolo Giordana e l’assessore Sergio Rolando.

Al momento queste le persone informate dei fatti convocate in Procura, ma altri nomi sarebbero nella lista del pubblico ministero Gianfranco Colace e del procuratore generale Enrica Gabetta, titolari dell’inchiesta.

Tra quei nomi anche persone molto vicine alla sindaca, per comprendere se effettivamente lei si sentisse o meno ricattata dal Pasquaretta, che è indagato anche per i reati di turbativa d’asta e traffico d’influenze illecite.

Ma torniamo a quella frase che sarebbe stata pronunciata da Luca Pasquaretta. A cosa si riferisce?

Il pitbull di Appendino, come lei stessa ha ribattezzato il suo portavoce, ha in quel momento già sulle spalle due avvisi di garanzia: il primo riguarda i fatti di Piazza San Carlo.

Lui non è tra gli indagati, a differenza della sindaca, per l’omicidio colposo, lesioni multiple e disastro per il ferimento di oltre 1500 persone e la morte di Erika Pioletti, per quanto accaduto durante la finale di Champions League del 3 giugno 2017 Juventus-Real Madrid. In realtà Pasquaretta riceve l’avviso di garanzia in relazione al maxi schermo di Parco Dora. L’accusa è di apertura abusiva di luoghi di spettacolo e invasione di terreni.

L’altro fascicolo aperto è quello sulla consulenza al Salone del Libro. Il reato che gli viene contestato è quello di peculato. Quei cinque mila euro Pasquaretta li restituisce. Però non senza delle difficoltà.

Appendino, anche in Sala Rossa, non ha mai risposto sui quesiti dell’opposizione riguardanti l’extra. Eppure in tanti nell’ambiente e a Palazzo sapevano della consulenza, fin dall’inizio.

E anche strano che Pasquaretta, “uno di famiglia”, sia riuscito a mantenere tutto segreto proprio con la persona con cui passava la maggior parte del suo tempo. Con l’amica Chiara.

La fiducia che ha la sindaca in lui viene tradita. Anche se lei non chiede le immediate dimissioni del portavoce. Aspetta e aspetta. Come se quella restituzione di denaro bastasse a calmare le acque.

Poi arriva l’avviso di garanzia e lei lo manda in ferie. Pasquaretta fa ancora in tempo a autoproclamarsi “responsabile della comunicazione della candidatura alle Paralimpiadi e Olimpiadi invernali Torino 2026”, in un comunicato stampa relativo alla candidatura di Torino. È il 20 luglio 2018.

Di questo presunto incarico Appendino dice di non saperne nulla. Ma ormai sono i giorni in cui la cornetta è rovente: Pasquaretta sa di dovere andar via e vuole un altro impiego. Infine le dimissioni.

O a Roma con Laura Castelli o per l’europarlamentare Tiziana Beghin. Chiede e si sfoga, dicevamo. Non sapendo di essere intercettato.