Su quale debba essere il progetto politico del Partito Democratico in questo momento, sul tema delle deroghe per il terzo mandato alle “vecchie guardie” Pd e sulla necessità di un congresso subito, il consigliere regionale Raffaele Gallo, tra i nomi in cima alla lista dei candidati a ricoprire la carica di segretario regionale in Piemonte per i Dem, ha le idee ben chiare.

A voler guardare con occhio esterno le dinamiche di questi ultimi giorni, sembrerebbe che a turbare gli animi dei veterani del Pd non sia tanto il paventato rinnovamento generazionale quanto le regole interne del partito stesso e dunque il rischio che le deroghe per il terzo mandato non vengano concesse?


Non la metterei su questo piano. Il Pd, il mio partito, ha una serie di regole e dentro quelle regole, personalmente mi sono sempre mosso e così continuerò a fare. Il Pd come sempre, assumerà le proprie decisioni collegialmente a livello provinciale e poi a livello regionale nell’interesse del partito democratico. Ad oggi il regolamento, prevede che la decisione motivata su eventuali deroghe da concedere sia delegata alle singole federazioni provinciali e poi votata dalla direzione regionale. Esiste poi, aldilà dei regolamenti, una valutazione di merito e di territorio che tutti insieme assumeremo per far vincere il Pd considerato il contesto politico di riferimento.

A quale contesto politico si riferisce?

Penso al fatto che ci troviamo in un momento difficile, a ridosso di un appuntamento elettorale importante rispetto al quale dobbiamo interrogarci su quale modello di società vogliamo per il Piemonte, sui quali nuovi traguardi intendiamo raggiungere, su quali nuove sfide intraprendere. Prima ancora di pensare a tutto questo, esiste però la necessità di ricostruire un partito, di riorganizzarlo, partendo proprio dalle federazioni che devono essere maggiormente sostenute, penso ad esempio al Piemonte 2.


Lei più volte ha ribadito l’esigenza di un Congresso subito per quale motivo è così urgente convocarlo?

Perché credo sia l’unico strumento in grado di far arrivare il partito ad una sintesi seria sulle proposte e le idee da presentare agli elettori che chiedono soltanto un orizzonte e una piattaforma programmatica degli obiettivi. Un congresso permetterebbe di confrontandoci, definendo una linea politica fermo restando i valori base che ci accomunano e ci hanno permesso di fondare il Pd. Un Partito Democratico che ha ancora ben chiaro quali siano i temi sociali meritevoli di tutela, principi, valori che costituiscono la base da cui un organismo politico riparte per definire le sue scelte. Il Congresso permetterebbe di fare questo lavoro di profondità sul partito, usando come punto di partenza la voglia di fare di una nuova classe dirigente e la voglia di riscatto di migliaia di elettori. Se esistono altri mezzi sono pronto a ricredermi.


A suo parere, su cosa crede debba investire il Pd per tornare ad essere credibile?


A me interessa costruire un Pd vincente, e per farlo occorre parlare di idee. Io vorrei mettere al centro le politiche per lo sviluppo economico e il lavoro. Lavoro a 360 gradi che vuol dire impresa, creazione di impresa, lavoro dipendente ma anche lavoro autonomo, partite iva, studi professionali; le politiche per le persone e per la casa; le politiche per la crescita sostenibile e l’ambiente. Mi piacerebbe ci fosse un confronto sul tema sanità e su come intendiamo garantire il diritto universalistico in futuro.

Ciò che mi interessa è costruire un Pd più forte, insieme decideremo progetti e interpreti valutando non solo le facce ma i contenuti delle proposte. Per ognuno dei temi che ho elencato, e per molti altri ancora, ho una idea e un pensiero e vorrei poterla discutere serenamente.

Chiudo quindi io con una domanda al Pd: è possibile provare a farlo e dare la possibilità a tutti di contribuire oppure no?