Maurizio Martina non ha dubbi:«Avercene di Chiamparino». Anche il segretario nazionale del Partito Democratico applaude alla decisione del presidente della Regione di ricandidarsi per guidare nuovamente il Piemonte.

Martina rimarca quello che aveva sostenuto pochi giorni fa, quando è arrivata la notizia della ricandidatura: «Come ho già avuto modo di dire la personalità, l’esperienza, la forza di una storia come quella di Sergio Chiamparino è una garanzia per il Piemonte e per noi».

«Penso che la sua disponibilità sarà preziosissima. Avercene di Chiamparino in giro per l’Italia. Il Piemonte ha bisogno di continuare a fare il lavoro autorevole che Sergio ha iniziato, tanto più in questa fase. Io come tutti voi sento il rischio che il Piemonte con questo governo sia tagliato fuori dalle partite nazionali che si stanno giocando. Proprio per questo credo che la disponibilità di Sergio Chiamparino sia una ricchezza enorme, è un capitale umano che va investito ancora.», ha aggiunto Martina dal palco della Festa de L’Unità di Torino, dove a far gli onori di casa c’è il segretario torinese Mimmo Carretta.

La candidatura bis di “Chiampa” non deve preoccupare quelli che vedono in questa un impedimento per il rinnovamento del partito, sostiene il segretario Dem: «Con la sua candidatura non viene meno un mancato rinnovamento. Sergio sia nelle condizione, insieme a tutto il partito, di costruire una proposta forte autorevole e di prospettiva con i giusti segni di novità. Vi chiedo per favore di farvi carico di un pezzo della nuova stagione. Qui c’è da costruire la nuova frontiera del nostro riscatto».

Per quanto riguarda l’opposizione al governo M5s-Lega Martina ricorda che «abbiamo promosso la manifestazione del 30 settembre volutamente, perché tanti cittadini cercano alternativa a questo governo pericoloso. È necessario costruire alternativa a fronte del rischio morale e sociale e democratico che corre il Paese Chi sta al governo oggi gioca, provoca, parla di epidemie. Salvini vuole distruggere l’Europa, ma interessi degli italiani non si tutelano fuori dal progetto europeo».

«Il dato certo è che se mettiamo in fila le promesse fatte dalla maggioranza, questo Paese dovrebbe spendere trenta mila miliardi per il loro libro dei sogni. Vedremo presto la differenza tra ciò che viene annunciato e ciò che si può fare. Distanza tra propaganda e i fatti. Di Maio fai i tweet poi a Genova rimangono i problemi», è convinto il segretario Pd.

«Perfino di fronte all’emergenza Genova questi governo ha annunciato risorse, gestioni straordinarie e poi nei fatti nulla. Oggi il consiglio dei ministri avrebbe dovuto varare un decreto risolutivo e invece hanno solo aperto contenziosi», conclude Maurizio Martina.

Foto di Antonio Briglio e Susanna De Palma