Il Partito Democratico torinese ha sciolto le riserve sulle liste dei candidati nel collegio Piemonte 1 per le elezioni regionali del prossimo 26 maggio nelle quali punteranno a una rielezione di Sergio Chiamparino alla presidenza.

Non saranno della corsa Nino Boeti, l’attuale presidente del Consiglio regionale piemontese e Gianna Pentenero, assessora al Lavoro, dopo tre mandati.

Ci sarà il chirurgo Mauro Salizzoni che nel gossip politico dello scorso autunno veniva addirittura indicato come possibile aspirante alla poltrona di governatore.
E non è politico di professione l’altra capolista, Patrizia Saccà, atleta paralimpica vincitrice di una medaglia a Barcellona 92.

A tentare una riconferma sono i consiglieri uscenti Andrea Appiano, Valentina Caputo, Nadia Conticelli, Antonio Ferrentino, Raffaele Gallo, Daniele Valle, Celestina Olivetti ed Elvio Rostagno, tutti già seduti tra i banchi della maggioranza in questa consigliatura.

L’unico a rinunciare è Luca Cassiani,  vicepresidente della Commissione Cultura, il quale ha spiegato in un post sul suo profilo Facebook i motivi della rinuncia.

Mentre nomi noti della politica torinese che vogliono tentare il salto in regione sono la consigliera comunale Monica Canalis, il sindaco di Cassano e presidente Anci Piemonte Alberto Avetta, l’ex sindaco di Collegno e parlamentare Umberto D’Ottavio, vicesindaco di Chieri Manuela Olia, l’insegnante di Pinerolo Monica Marchisio il primo cittadino di Beinasco Maurizio Piazza e l’assessore di Nichelino Diego Sarno e Noemi Roccasalva, avvocato di Settimo Torinese.

E ancora Gianni Comparetto, operaio metalmeccanico della Fim Cisl, Marco Delsanto, dirigente della Funzione pubblica Cgil, e Flavia Aiello della Uilm.

Sul nome di Noemi Roccasalva c’è ancora una riserva. Seppur annunciato durante l’assemblea si è parlato di una sua possibile rinuncia.

Ad aprire i lavori il segretario metropolitano Mimmo Carretta: «Dobbiamo giocarcela in Piemonte. E per non morire e giocarsela c’è bisogno di mettere in campo il meglio, una classe dirigente importante, nuova. Anche per le europee osiamo di più..non abbiamo nulla da perdere. Osiamo come lo abbiamo fatto nei Comuni che vanno al voto (penso a Collegno, Settimo, Chieri, Beinasco) ragazzi,  risorse che hanno già sulle spalle esperienza,  passione e competenza. La rinascita non arriverà aspettando di vedere se abbiamo superato di mezzo punto gli avversari ma passerà dalla nostra credibilità, dalle proposte, dalle competenze».

Aggiunge Carretta: «Quando si mettono in campo ricette nuove si mettono in campo anche energie e strategie nuove. Un “partito società” si caratterizza nel momento in cui, anche nella composizione delle liste, è capace di coinvolgere chi fino a poco prima era spettatore. Questo è il lavoro che si è tentato di fare. Coinvolgere è complicato, però, quando le ambizioni personali rischiano di frenare e rallentare questo processo».
«Abbiamo provato a mettere su una squadra forte e competitiva. Ci sono delle sorprese che ci hanno investito, e che abbiamo raccolto setacciando le nostre comunità e setacciare è diverso che fare la pesca a strascico.
Un ragionamento di tipo politico ci ha portato a investire sulle persone, chiedendo a rappresentanti del sindacato,  dell’associazionisno, del lavoro,  di metterci la faccia.  Persone che possono dare molto al partito e che si sono sempre messe a disposizione del Partito. Perché le scelte si accompagnano non si impongono».

Questione deroghe.

«Ho dato la mia disponibilità senza chiedermi chi fossero i candidati in lista, come sempre ho fatto – ha detto all’assemblea Nino Boeti Non organizzo pranzi o cene: il voto è figlio di rapporti personali. Apprezzo la candidatura Salizzoni e sono felice di questa scelta. Mi sono occupato di resistenza e Costituzione e numerose associazioni hanno chiesto e sollecitato la mia ricandidatura, vuol dire che non sono stati anni sprecati».

«La direzione faccia ciò che ritiene giusto fare. Nonostante mi sia stato chiesto di candidarmi in altre liste ma io sono monogamo, un solo partito, una sola moglie, un solo ospedale. Resterò a disposizione del partito in ogni caso. Credo sia giusto che la direzione si assuma la sua responsabilità. Capisco che la mia presenza e quella di Pentenero può precludere l’accesso ad altri ma alla fine non c’erano altre soluzioni. Noi abbiamo dato disponibilità ed è giusto che il partito si esprima».

Anche Gianna Pentenero ha parlato all’inizio dei lavori sulla richiesta di deroga: «Ognuno di noi vuole rispettare il regolamento, ma le valutazioni sulle deroghe afferiscono a una discussione politica, a un progetto. La richiesta di deroga è frutto di un ragionamento politico. Se la nostra disponibilità può permettere di ottenere il massimo consenso e se la nostra esperienza riscuote ancora consenso avvicinando mondi di elettorato anche non vicinissimi al partito allora pensiamoci. Quello che chiedo è che ci sia un progetto. Non si capisce perché si debbano fare ragionamenti diversi da collega a collega senza riconoscere complessità con cui abbiamo lavorato in questi anni. Non c’è motivo in quest’ottica per non richiedere la deroga. Come Boeti ho ricevuto tante proposte che ovviamente non accetterò. Non mettere in campo tutte le forze per portare a casa il miglior risultato sarebbe un errore».

Sulle deroghe si è deciso di votare una per volta: per Boeti 26 voti contro e 8 favorevoli. Stesso risultato per la Pentenero e deroghe respinte.

Infine vengono letti i nomi dei 21 candidati.

«Sulle deroghe si è espressa la direzione –  ha spiegato a Nuova Società Mimmo CarrettaAbbiamo organi statutari adibiti per questo tipo di valutazioni. Ringrazio tutti per quello che hanno fatto e continueranno a fare e per avere dato il loro contributo a creare la lista più forte. La lista approvata è il mix migliore perché rappresenta pezzi di mondo a cui avevamo voltato le spalle».