La mafia non è un fenomeno socialmente pericoloso sul territorio. La pensa così il 77,6 % dei cittadini piemontesi intervistati dall’associazione Libera che, nel corso degli ultimi due anni, ha condotto una ricerca in merito alla “percezione delle organizzazioni criminali radicate in Piemonte”.

I dati, presentati questo pomeriggio in Consiglio regionale, alla presenza di pochissimi rappresentanti delle istituzioni piemontesi, sono stati elaborati sulla base di 2.137 questionari, pari al 20,7% del campione nazionale, rivolti a lavoratori, studenti, uomini, donne e associazioni datoriali di categoria.

Secondo il 33% degli intervistati  la mafia sul territorio ricopre solo un ruolo marginale, la percezione della corruzione in Piemonte riguarda appena il 12% degli intervistati che lo ritiene come un piaga “molto diffusa”, rispetto a una media nazionale che sfiora il 26%. In molti conoscono l’esistenza dei tanti beni confiscati presenti sul nostro territorio, eppure il Piemonte, secondo la ricerca, ha la percentuale più bassa di riassegnazione del patrimonio mafioso in tutta Italia.

Tra le attività principali delle mafie per gli intervistati: il traffico di stupefacenti (59%), la turbativa di appalti (27,9%) il lavoro irregolare (24,5%), l’estorsione (23%), la corruzione dei funzionari pubblici (21,5%), il riciclaggio di denaro (20,6%) e lo sfruttamento della prostituzione (20,0%). Nell’opinione degli intervistati la mafia toglie soprattutto libertà (37,8%), giustizia (30,9%), sicurezza (30%) e fiducia nelle istituzioni (23,4%). Per alcuni la mafia è solo letteratura, una specie di grande fratello dalle mille facce la cui identità non è rintracciabile.

Partecipazione dei cittadini alla vita politica e all’associazionismo sono gli altri due filoni della ricerca. La politica è percepita come una sfera “altra” rispetto al proprio vissuto quotidiano, un tema sul quale ci si informa ma senza partecipazione diretta: soltanto l’11,8% dei rispondenti si ritiene politicamente impegnato, mentre il 53% dice di tenersi informato ma senza partecipare. Il restante 34% si divide tra coloro che dichiarano che la politica vada lasciata a chi ne ha le competenze, che la politica non gli interessa o che genera disgusto. Quest’ultimo dato è più numeroso (arriva a oltre il 53% sommando le 3 opzioni) tra i giovani sotto i 25 anni, segno che c’è bisogno di una rinnovata azione di dialogo con le generazioni in erba e di un avvicinamento tra questi e la sfera decisionale pubblica.

Per quel che riguarda l’associazionismo, quasi un interrogato su due non aderisce ad alcuna associazione, mentre la maggior parte di chi si attiva su questo fronte dedica il suo tempo soltanto a una sola realtà associativa, prevalentemente ad associazioni di volontariato sociale (20,7%), sportive (19,7%) e culturali (16,5%).

Il 54,1% degli intervistati dichiara di partecipare episodicamente ad attività di varia natura su mafia e antimafia, mentre solo una minoranza dichiara continuità (13,7%). Un intervistato su tre non ha mai partecipato ad attività, iniziative o eventi legati al tema delle mafie. La partecipazione continua è più diffusa tra gli adulti (>26 anni) mentre è elevata la percentuale di chi non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa tra i giovanissimi (<17 anni).

Fonti d’informazione. La conoscenza dei fenomeni mafiosi si apprende più dai media che nei luoghi deputati  a farlo: il giornalismo d’ inchiesta (20,5%) è il mezzo più adeguato per conoscere i fenomeni mafiosi, seguito dalla televisione (18,3%), dal cinema (16,3%) e dalle lezioni nelle aule scolastiche e universitarie (14,9%). Solo il 6,4% usa internet per conoscere meglio il fenomeno mafioso, percentuale che scende al 4,3% riferendosi ai social network.

Gli esiti della ricerca saranno diffusi attraverso un grande viaggio nazionale e internazionale, che porterà nelle piazze, nelle sedi delle istituzioni, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, i dati e l’analisi della progetto LiberaIdee. Un percorso di oltre 200 tappe in Italia e in Europa, che porterà i coordinamenti locali di Libera a dibattiti e confronti con l’obiettivo di riscrivere l’agenda dell’associazionismo in tema di mafie e corruzione.

Link LiberaIdee. In viaggio contro mafie e corruzione

http://www.libera.it/schede-512-liberaidee