Nuovo capitolo sul caso di Marisa Amato, la donna 65enne morte venerdì scorso dopo che era rimasta paralizzata per le ferite riportate il 3 giugno 2017 quando venne travolta da una folla in preda al panico, in piazza San Carlo, mentre si disputava la finale di Champions League Juventus-Real Madrid.

La Procura di Torino ha iscritto 15 nomi nel registro degli indagati. Si tratta dei medici del Maria Vittoria e delle Molinette, ospedali nei quali Marisa Amato era ricoverata il 5 giugno 2017, giorno in cui è rimasta paralizzata.

L’accusa sollevata dagli inquirenti è di non aver riconosciuto in tempo la lussazione vertebrale che ha reso tetraplegica la donna.

Quando venne stata trasportata la notte del 3 giugno al Maria Vittoria in codice rosso per le fratture riportate, venne sottoposta ad una TAC che però non rivelò la lesione alla colonna vertebrale. In quelle ore frenetiche a causa dell’alto numero di ricoveri nei nosocomi torinesi, l’Amato venne trasportata alle Molinette. Qui le tolsero il collare in quanto il referto precedente non evidenziava alcuna frattura. Dopo due giorni la donna si sveglio nel letto dell’ospedale paralizzata. In precedenza ai 15 avvisi di garanzia, era già stata aperta un’inchiesta relativa alla cartella clinica, nella quale, secondo l’accusa, doveva comparire il riferimento alla manovra d’intubazione errata che invece nelle carte non era presente. In quel caso vennero indagate tre persone, tra medici e infermieri, le cui posizioni però vennero archiviate dal giudice.

Lo scorso novembre il giudice Stefano Vitelli però ha disposto che i pubblici ministeri indagassero per lesioni colpose che, dopo la morte della scorsa settimana, hanno portato al reato di omicidio colposo. I 15 avvisi di garanzia emessi ieri dalla Procura sono comunque atti a tutela dei medici coinvolti. Infatti gli indagati potranno adesso avvalersi di un loro perito in relazione anche all’autopsia sul corpo di Marisa Amato è prevista per giovedì.