di Andrea Doi

Manca una settimana alla chiusura dei lavori della commissione d’inchiesta del Comune sui fatti di piazza San Carlo. Una commissione “politica” il cui operato ufficialmente doveva essere secretato, nonostante più di una indiscrezione sia stata già pubblicata, e non certo per merito o colpa dei giornalisti. Ad esempio il fatto che il responsabile di Turismo Torino, già indagato dalla Procura, Maurizio Montagnese, non si sia presentato davanti ai consiglieri.

Voluta fortemente da esponenti dell’opposione Dem, mentre la Lega Nord si è chiamata immediatamente fuori dopo la morte di Erika Pioletti, questa commissione ha fatto storcere più di un naso in Procura.
Ci si chiede l’utilità di tale inchiesta comunale, quando c’è una magistratura che sta lavorando a pieno regime per cercare di chiarire quanto è successo quella maledetta sera del 3 giugno durante la finale di Champions League Juventus-Real Madrid e individuare i presunti responsabili.
Inoltre si ha la sensazione che la tanto pubblicizzata “segretezza” dei lavori della commissione abbia fatto da bavaglio (o meglio da alibi) durante la bufera delle scorse ore.
Oggi uno dei componenti della commissione, il capogruppo del Partito Democratico Stefano Lo Russo interviene sulla questione, dopo che la sindaca Chiara Appendino risulta indagata, perché denunciata da alcuni feriti, per lesioni e dopo che la Procura, attraverso una nota del procuratore capo Armando Spataro ha voluto precisare che si tratta di un atto dovuto e che i suoi uffici non hanno inviato nessun avviso di garanzia alla prima cittadina.
Un intervento per ricordare prima di tutto che c’è il “vincolo del segreto d’ufficio” e che solo dopo il 7 luglio (giorno in cui finiranno i lavori) verranno resi pubblici i risultati. Secondo regolamento.
«In ordine alle recenti vicende relative agli sviluppi delle inchieste e più in generale sui fatti di Piazza San Carlo sarebbero molte le cose da dire, moltissime», dice Lo Russo che aggiunge «tuttavia noi riteniamo doveroso attendere che la Commissione di Indagine Comunale, che è vincolata al segreto d’ufficio, concluda il suo lavoro (previsto per il 7 luglio) e renda pubblici i risultati nelle forme e nei modi previsti dal regolamento, anche con una discussione e una votazione in Consiglio Comunale».
Poi conclude Lo Russo: «Sarà quello il momento in cui potremo, liberi dagli obblighi d’ufficio, dire le cose. E le diremo tutte». Anche se, aggiungiamo noi, tra spifferi e gaffe social (LEGGI QUI), qualcosa è già stato detto.