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Cara Montalbano, sui poveri facciamo politica, non polemica

Cara Montalbano, sui poveri facciamo politica, non polemica

di Monica Canalis*

Vorrei completare il mio intervento dell’1 agosto comparso su questo sito (LEGGI ARTICOLO ) e nel contempo rispondere a Deborah Montalbano, Presidente M5S della Commissione Politiche Sociali del Comune di Torino (LEGGI LA REPLICA DI MONTALBANO).

LE DIFFERENZE RISPETTO AL PASSATO

Da mesi sto monitorando insieme ai colleghi del Partito Democratico il fenomeno delle occupazioni abusive di case popolari. Un fenomeno non nuovo, ma che negli ultimi mesi presenta i seguenti elementi di discontinuità rispetto al passato:

  •  Aumento dei casi di “occupazioni organizzate” rispetto alle occupazioni per iniziativa di singole famiglie. I funzionari comunali del Nucleo Casa hanno affermato che sul totale di 28 occupazioni abusive risultanti al primo agosto 2017 solo 5 sono “organizzate”. Ci duole smentirli, ma in realtà la regia di comitati e gruppi antagonisti (anarchici, sindacato autonomo Asia-Usb, Comitato Figli di Miccichè, Comitato popolare Lucento e Vallette…). è presente in ben 15 casi, certificati da ATC e dalla Polizia Municipale: 5 a Falchera, 8 in Via Aosta e 2 in Via Cuneo. Anche in passato si verificavano occupazioni abusive (come si evince dalla tabella riportata in calce), ma oggi c’è un aumento di occupazioni sotto la regia di gruppi organizzati e soprattutto c’è un aumento di casi non risolti. I 5 casi di Falchera perdurano da maggio 2016, gli 8 casi di Via Aosta e i 2 casi di Via Cuneo perdurano da giugno 2017. Solo per 6 alloggi di Falchera è stata trovata soluzione.
  • Mutamento dei rapporti tra l’amministrazione comunale e i gruppi che sostengono le occupazioni. Parlerei di una sorta di indulgenza o timidezza dell’amministrazione nell’affrontare le occupazioni organizzate, con punte di vera e propria vicinanza e accondiscendenza da parte di alcuni consiglieri comunali che hanno apertamente giustificato il fenomeno (arrivando a definire le occupazioni come atti dimostrativi, legittimi reati, intrapresi consapevolmente come forma di denuncia dell’inadeguatezza delle politiche per la casa)
  • Durata delle occupazioni. A parte un episodio molto lungo risalente al 2014, che però era frutto di un’iniziativa individuale e non organizzata, non ci sono precedenti di occupazione organizzata con durata pari a quella di Falchera (che perdura da maggio 2016).

I DATI

Riporto qui di seguito il numero di fascicoli aperti dall’ufficio legale ATC per occupazioni abusive, anno per anno, a partire dal 2011. La seconda colonna indica invece se si tratti di fascicoli ancora aperti o se l’occupazione sia stata sgomberata.

Per quanto riguarda l’anno in corso, la somma ammonta a 28 (13 occupazioni del 2017 non ancora risolte + 13 del 2016 ancora in corso + 2 del 2014).

daticaseoccupate

*al 01/08/2017
** trattasi di due alloggi di corso Grosseto, con problematiche di ordine pubblico e famiglie con minori

 

L’INTERLOCUZIONE CON LE MINORANZE

Vorrei a questo punto fare un po’ di chiarezza rispetto alle azioni intraprese dal nostro gruppo consiliare, anche per rispondere alle accuse di superficialità mosse nei miei riguardi da Montalbano.

Ecco la ricostruzione dei fatti:

  • Tra il 31 maggio e il mese di ottobre 2016 vengono occupati 11 alloggi a Falchera, con il supporto di comitati e gruppi antagonisti
  • Il 28 settembre ed il 17 ottobre 2016, su indicazione dell’Assessore Schellino, funzionari di ATC e del Comune hanno incontrato le famiglie occupanti
  • Il 12 ottobre il Consigliere Lo Russo deposita un’Interpellanza per chiedere quali sono le decisioni adottate alla luce del colloquio avuto con le famiglie
  • L’Interpellanza viene discussa in aula il 5 dicembre e ne viene richiesto l’approfondimento in Commissione vista la mancata soluzione delle occupazioni
  • A seguito di due solleciti via e-mail, la Commissione viene convocata il 18 aprile 2017. In quella sede Schellino afferma che ci sono ancora 6 alloggi occupati, ma garantisce che, in virtù degli accordi presi, verranno liberati entro e non oltre il 30 aprile 2017. Tuttavia, ad oggi, a Falchera ci sono ancora 5 alloggi occupati.
  • Il 12 giugno deposito una seconda Interpellanza su Falchera, per chiedere conto del perdurare dell’occupazione. Ricevo risposta in aula il 24 luglio e la mia richiesta di approfondimento (dovuta al perdurare dell’occupazione) viene effettuata in Commissione l’1 agosto.
  • A fine giugno vengono occupati 9 alloggi in Via Aosta e 2 in Via Cuneo, con il supporto di comitati e gruppi antagonisti
  •  Il 30 giugno deposito una richiesta di comunicazioni sull’occupazione in Via Aosta, che ottiene risposta in aula solo il 31 luglio. In questa sede risponde l’Assessore Finardi, che attribuisce la responsabilità degli sgomberi alla Polizia di Stato, di fatto sollevando il Comune.

Mi pare che questa ricostruzione parli chiaro: il confronto con le minoranze sulla situazione di Falchera è stato rinviato troppo a lungo, dal 5 dicembre al 18 aprile. Il 18 aprile Schellino ha fornito dati non attendibili sui tempi di cessazione dell’occupazione. Nella Commissione dell’1 agosto i funzionari del Nucleo Casa hanno a loro volta fornito dati non attendibili sul numero di occupazioni organizzate.

Un quadro di opacità, lentezza, reticenza e scarsa trasparenza. Oltre ad evidenti falle operative in relazione all’organizzazione del nucleo casa della Polizia Municipale (si veda nuovamente il mio articolo)

Ci saremmo invece aspettati dati corretti e nei tempi dovuti.

LA RISPOSTA POLITICA

A seguito della nostra richiesta di maggiore solerzia operativa e trasparenza sui dati, Montalbano sceglie di difendere la maggioranza andando all’attacco, denigrando l’avversario (me in particolare) e personalizzando la discussione. E’ forse un buon modo per mascherare i propri errori e distrarre l’attenzione dal problema delle occupazioni, ma appunto non va al cuore del problema, che resta intatto: a Falchera l’occupazione perdura da quasi 15 mesi, in Via Aosta e Via Cuneo da quasi 2 mesi, con l’appoggio di gruppi antagonisti e di altri organismi pro-occupazione.

Peraltro l’Assessore Schellino nella Commissione dell’1 agosto dichiara apertamente di essersi occupata del dossier, ma di non essere responsabile della risposta politica, che spetta ai consiglieri di maggioranza. Insomma, un Assessore che opera in virtù di una nomina tecnica e che, di fronte alle questioni politicamente scottanti, cede la parola ai rappresentanti del Movimento 5 Stelle. Impossibile non vedere in questo una degradazione del ruolo.

POLITICA E NON POLEMICA

L’emergenza abitativa che affligge la nostra città è in cima alle priorità mie e del mio partito, ma va affrontata nel modo corretto.

Rinnoviamo pertanto, come già fatto in Commissione, la nostra disponibilità a collaborare con la maggioranza per individuare soluzioni che contribuiscano ad aumentare la disponibilità di alloggi e a ridurre le lunghe liste d’attesa (10.000 domande inevase nella sola città di Torino, 16.000 su tutta la Città Metropolitana).

Si può pensare, sentendo la Regione, di creare graduatorie separate per i nuclei familiari poco numerosi in modo tale da velocizzare l’assegnazione degli alloggi più piccoli. Semplificare le procedure di scelta da parte dei legittimi assegnatari. Incrementare il numero di alloggi pubblici acquistando alloggi privati vuoti, con le risorse derivanti dalla vendita di alloggi ERP situati fuori dal territorio comunale. Favorire l’attività dell’agenzia LO.CA.RE.. Potenziare il software “SistemaAbitare”. Velocizzare ulteriormente i tempi di ristrutturazione degli alloggi lasciati liberi. Acquisire e riqualificare gli edifici pubblici dismessi o abbandonati. Aumentare l’accesso ai servizi sociali dei nuclei familiari a rischio. Aprire un confronto con le aziende erogatrici di servizi (acqua, luce…) per verificare la fattibilità di un abbassamento dei costi…

Essendoci state polemiche sul numero di alloggi ATC vuoti, può essere utile entrare nel merito dei dati.

Al momento nel patrimonio ATC a Torino ci sono 985 alloggi sfitti, ma di questi:

  • 229 sono già nella disponibilità del Comune, che li mostra alle famiglie in graduatoria per l’assegnazione (per legge chi è in graduatoria per la casa popolare può vedere fino a 3 appartamenti e poi scegliere)
  • 35 sono in disponibilità per assegnazione a profughi istriani, dalmati (per legge)
    306 sono interessati o devono essere interessati a breve da lavori di manutenzione ordinaria per essere riassegnati
  • 277 sono interessati o devono essere interessati a breve da lavori di manutenzione straordinaria per essere riassegnati
  • 79 sono nell’elenco degli alloggi nel bando per l’auto-recupero delle case popolari
  • 40 sono destinati ai cambi alloggio
  • 19 sono appartamenti appena recuperati (sfratti, decessi) in carico all’ufficio legale in attesa che vengano svuotati di mobili, oggetti personali dell’ex inquilino ecc…

Oltre a un potenziamento delle misure per la creazione di opportunità abitative, è necessario tuttavia anche un cambio di passo sotto il profilo culturale. A più riprese i consiglieri di maggioranza hanno apertamente giustificato le occupazioni abusive. Ci aspettiamo una ritrattazione, perché il problema delle occupazioni non si risolve soltanto liberando gli alloggi attualmente occupati, ma anche creando un humus culturale che diffonda l’idea che occupare le case popolari è un’offesa all’intera comunità, trattandosi di un patrimonio pubblico. Il fenomeno delle occupazioni va intaccato non solo nei suoi sintomi ma anche nelle sue cause culturali più profonde. I consiglieri comunali dovrebbero essere i primi difensori della legalità e i primi promotori di forme pacifiche e legali di lotta alla povertà abitativa (pensiamo alle numerose associazioni che fanno housing sociale tra mille difficoltà e slalom burocratici).

Invitiamo quindi Montalbano e tutta la maggioranza ad abbandonare i toni polemici, a dare segnali chiarificatori, di presa di distanza da quello che da mesi sta avvenendo a Falchera, in Via Aosta e Via Cuneo, e a rivestire con rispetto e consapevolezza il loro ruolo istituzionale di consiglieri di una città che si distingue da sempre per rigore, rispetto della legge e senso civico.

Il 3 maggio il Presidente del Consiglio Comunale Versaci aveva proposto un consiglio aperto per aprire un confronto sulle politiche per la casa. Questa proposta mi pare valida e spero non sia stata messa da parte per paura delle scomposte esternazioni di qualche consigliere di maggioranza.

Al di là di tutto, dobbiamo tutti focalizzarci su un duplice obiettivo: creare opportunità abitative e nel contempo salvaguardare la legalità.

Lo scambio di vedute ospitato da Nuovasocietà non sarà stato inutile se potrà contribuire anche in piccola parte a questo obiettivo.

*consigliera comunale Partito Democratico

monicacanalis

 

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