I rider di Foodora hanno diritto ad una parità economica rispetto ai lavoratori subordinati del settore logistica, con tredicesima, malattie pagate e ferie.

Lo ha stabilo la sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello di Torino, che ha accolto il ricorso di cinque ex fattorini di Foodora, che erano stati messi alla porta dall’azienda dopo le proteste inerenti alla retribuzione.

Per la Corte va riconosciuto «il diritto degli appellanti a vedersi corrispondere quanto maturato in relazione all’attività lavorativa da loro effettivamente prestata in favore di Foodora sulla base della retribuzione diretta, indiretta e differita stabilita per i dipendenti del quinto livello del contratto collettivo logistica-trasporto merci dedotto quanto percepito», oltre al riconoscimento di un terzo delle spese di lite, ovvero 30 mila euro (relative al primo e secondo grado del processo).

Invece non potranno essere reintegrati dall’azienda tedesca, oggi acquistata da quella spagnola Glovo, e sono state respinte le richieste di risarcimento per le presunte violazioni della privacy che secondo i cinque fattorini sarebbero avvenute attraverso le applicazioni dello smartphone utilizzato per gli incarichi nella consegna del cibo.