Ha presentato ricorso al Tar del Piemonte Camst, la società che fino allo scorso anno gestiva il sistema di ristorazione scolastica torinese e uscita sconfitta dal nuovo bando per l’anno 2018/2019.

Camst aveva già espresso i suoi dubbi sul bando al massimo ribasso, tanto che la cifra per pasto è in media di 3,99 euro per tutti i lotti assegnati. E ora la decisione di ricorrere al Tar per cinque lotti.

«L’analisi della documentazione – spiegano i vertici di Camst – per quanto complicata dalla scarsa trasparenza dell’amministrazione che non ha reso accessibile tutti i documenti di gara (e su cui è tuttora pendente un ricorso specifico), ha rivelato profili di anomalia non riscontrati dalla verifica superficiale del Comune».

In particolare a preoccupare è il futuro dei lavoratori delle mense scolastiche: «Le aziende aggiudicatarie hanno previsto esuberi quantificabili in decine di unità, al contrario di quanto Camst e le imprese associate in RTI avrebbero garantito, salvaguardando la piena occupazione».

A cui si aggiungono i dubbi sulla qualità del cibo fornito «compromessa dal costo delle derrate equivalente a meno di un quarto di quello attuale ed è molto lontano dai valori medi dei prodotti acquistabili sul mercato».