L’assessore allo Sport con delega alla sicurezza di Torino Roberto Finardi ha incontrato i residenti di corso Cosenza che protestano contro l’assembramento di camper dei rom che da tempo sostano nella zona. Ma Finardi prima del faccia a faccia avrebbe fatto una “selezione”, ovvero dai nomi dei rappresentanti dei cittadini da incontrare ne avrebbe depennato uno in quanto militante politico di CasaPound Torino, che da sempre sostiene la lotta dei residenti.

A raccontare l’accaduto è CPI stessa:«Dopo settimane di proteste finalmente il comune si è deciso a ricevere i residenti in lotta contro la presenza di decine di camper abusivamente parcheggiati in corso Cosenza. I residenti dovevano essere ricevuti dalla sindaca Chiara Appendino ed invece sono stati ricevuti dall’assessore Finardi», ha spiegato Matteo Rossino responsabile provinciale di CasaPound Italia.

Rossino aggiunge: «Finardi si è comportato in maniera assolutamente poco professionale. Ha infatti escluso dall’incontro Euclide Rigato, referente della Circoscrizione 2 di CasaPound Italia. Inoltre ha candidamente dichiarato di non conoscere bene la problematica e comunque di non voler intervenire per non far insorgere le associazioni che tutelano i rom».

«Finardi quindi – ha concluso Rossino – ha detto che preferisce tutelare i rom invece che i cittadini che lo hanno eletto, ne prendiamo atto e decideremo con i residenti come muoverci per risolvere il problema».

Anche Marco Racca, segretario torinese di CasaPound condanna l’accaduto e definisce il comportamento di Finardi “arrogante”.

«L’assessore Finardi, lo stesso che diceva che al Valentino il problema spaccio non esisteva, ha deciso di incontrare i residenti di corso Cosenza che protestano contro i rom, ma ne ha escluso uno, casualmente di CasaPound. Trasparenza? Onestà? Vedo solo paura. Risultato della chiaccherata? Non può farci niente», sostiene Racca.

Ma l’assessore Roberto Finardi rispedisce al mittente le tutte accuse di CasaPound precisando che: «All’incontro ha preso parte una delegazione di cittadini decisa da loro stessi. L’unica richiesta è stata relativa al numero dei partecipanti e non a chi dovesse partecipare».

«Pertanto – continua Finardi – non corrisponde al vero quanto sostenuto dal militante di CasaPound su presunte censure o espressioni di non gradimento per alcuni di essi, come è falso che abbia negato che esistono problemi di ordine pubblico al Parco del Valentino».