Sono 29 le persone che stanno ricevendo gli avvisi di conclusione indagine per l’inchiesta sul Salone del Libro di Torino. Tra di loro politici e funzionari, ma anche amministratori e banchieri. Le accuse vanno dal falso in bilancio, peculato e turbativa d’asta: queste le contestazioni sollevate dal pubblico ministero Gianfranco Colace e Enrica Gabetta, titolari dell’inchiesta incentrata sui conti della Fondazione dal 2010 al 2015. Tra gli indagati ci sono i nomi dell’ex sindaco di Torino Piero Fassino, l’ex presidente Giovanna Milella, l’assessore alla cultura Antonella Parigi e il suo predecessore Michele Coppola.

Oltre alle vicende giudiziarie legate al presidente Rolando Picchioni nelle indagini è emersa una sovrastima del marchio finalizzata secondo gli inquirenti a rendere più roseo un quadro finanziario su cui pesa un deficit di quasi 800mila euro..

Nel dettaglio è stata messa in discussione una valutazione del brand che uno studio di advisor avrebbe valutato ben un milione e ottocentomila euro. Una cifra molto lontana da quei 350mila euro con cui si è proceduto all’asta del marchio. Sotto la lente delle indagini sul Salone torinese sono finiti anche i finanziamenti pubblici riconosciuti all’ente che, nonostante tanti reiterati buoni propositi, successi e rilanci, continua a non aver pace.

Gli altri ad aver ricevuto il 415 bis sono Roberto Moiso, Regis Faure, Roberto Fantino, Alessandro Dotta, Claudio Piacentini, Andrea Lanciani, Antonio Bruzzone, Nicola Gallino, Maurizio Geninat Cosatin, Alessandro Braja, Paolo Ferrero, Anna Maria Mangiapelo, Pier Angelo Biga, Raffaella Manniello, Gianluigi Strambi, Lidia Maria Pizzotti, Paola Csagrande Eugenio Pintore, Aldo Garbarini, Massimiliano Montaruli, Laura Scarzello, Niccolò Gregnanini, Alberto Ansaldi, Christian Esposito.

Archiviate le posizioni di Walter Barberis ed Enrico Grosso.

«Rinnovando la mia piena fiducia nei confronti della magistratura, voglio altresì ribadire la forte convinzione di aver sempre agito correttamente, con l’obiettivo di perseguire le finalità di pubblico interesse della Regione Piemonte che ho cercato sempre di rappresentare con tutto l’impegno di cui sono capace», è il commento dell’assessore alla Cultura della Regione Piemonte Antonella Parigi.

«Con la chiusura delle indagini sul Salone del libro, confermando la piena fiducia nella Magistratura, auspico che si giunga in fretta a fare chiarezza sull’intera vicenda. Abbiamo sempre operato in modo trasparente e con l’unico obiettivo di salvaguardare e sostenere al massimo il Salone del libro, la più importante manifestazione culturale torinese», dice il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino.