Parole del vicesindaco di Torino, Guido Montanari, strumentalizzate ad hoc per giustificare la scelta di trasferire il Salone dell’Auto che in realtà era già fatta da tempo. Questa la tesi che nelle ultime ore si sta facendo largo tra le file della maggioranza pentastellata dopo la decisione degli organizzatori di emigrare in Lombardia per l’edizione 2020.

Ma Montanari non ci sta ad essere indicato come il colpevole e se anche i bookmaker danno per ormai certa la sua cacciata dalla giunta Appendino, il vicesindaco chiarisce: «Ho sempre ritenuto che il Salone dell’auto sia una ricchezza della città e che si possa fare al Parco del Valentino con una mediazione tra esigenze degli organizzatori e fruizione del parco».

«Limitare i tempi di montaggio e smontaggio dei padiglioni e compensare con interventi sulla qualità del verde è una semplice scelta di buon senso. Questa mia posizione è stata travisata per giustificare evidentemente scelte già assunte. Capisco lo sconcerto e il disappunto della Sindaca e mi scuso per aver dato pretesto a polemiche strumentali», conclude Montanari.

Anche il già presidente del consiglio comunale, il consigliere M5s Fabio Versaci, è convinto che la fuga da Torino fosse già stata decisa dagli organizzatori: «Sul salone dell’auto sono stato sempre laico, non mi sono mai messo di traverso ma nemmeno mi straccio le vesti se hanno deciso di andare via. Da tre anni gli organizzatori preannunziavano un loro possibile abbandono, rendendo di fatto spiacevole la normale interlocuzione con l’amministrazione per l’organizzazione dell’evento. In fondo, se hanno già le date della nuova edizione, è più che probabile che tutto fosse pianificato da tempo».

Aggiunge l’esponente pentastellato «La Città senza il Salone dell’auto va avanti comunque, la creatività per iniziare qualcosa di nuovo non ci manca. E mi spiace ma, in nome di alberghi pieni e turismo, non si può accettare tutto: come quest’anno che hanno occupato degli spazi senza autorizzazione sforando i tempi previsti in delibera e se il vicesindaco ha mandato i vigili ha fatto solo il suo dovere. Perché le regole valgono per tutti allo stesso modo».

«Tutti pensano che abbiamo perso l’ennesimo evento perché le opposizioni, con lo scontato supporto di giornali complici, hanno ripetuto questo mantra e quindi per molti è diventato vero, ma non c’è nulla di più falso. Quindi non mi farò impressionare da titoloni e dichiarazioni roboanti, perché in questi tre anni i giornaloni non hanno fatto altro che denigranci in ogni modo possibile, narrando di una città in declino tra manifestazioni che fuggono e cavallette che arrivano. Poi pace se tutti i dati di affluenza turistica dicono l’esatto contrario. Che importa, basta dar contro al grillino marziano e inesperto e via. Per troppo tempo abbiamo fatto gli istituzionali rispettando tutti e ascoltando tutti. Ma siamo stati trattati di incapaci e stupidi sprovveduti».

Poi Versaci conclude rispolverando lo slogan del grillismo della prima ora: «Qualcuno dice che dobbiamo tornare alle origini. Concordo. Ricominciamo a mandare a fanculo chi se lo merita».