Tra i tanti commenti, soprattutto sui social, dopo gli scontri scoppiati a Torino durante il corteo contro lo sgombero dell’ex Asilo, occupato da oltre 20 anni dagli anarchici, colpisce uno in particolare.

Non tanto per l’analisi profonda fatta, ma proprio in quanto è a dir poco scioccante. L’autore è il capogruppo della Lega alla Circoscrizione 6 del capoluogo piemontese, tale Alessandro Ciro Sciretti, che commentando gli incidenti che hanno coinvolto la città decide con un post di rispolverare una delle pagine più tristi del nostro Paese: la scuola Diaz.

Già, quanto accaduto (e che ha portato a delle condanne per quella che venne definita “una macelleria messicana”), durante il G8 di Genova, nel 2001, è l’augurio che fa Ciro Sciretti.

Scrive l’esponente della Lega, condividendo un articolo riguardante gli scontri di oggi: «Ditemi voi se tutto questo è accettabile. Nessuna pietà, NESSUNA, per queste persone. Le Forze dell’Ordine sono troppo limitate nei loro poteri. Ci vuole un po’ di Scuola Diaz».

Poi dopo che le agenzie stampa battono quanto espresso dal Sciretti, il post viene aggiornato e il tiro viene aggiustato:«Chiedo scusa a chi non capisce le provocazioni».

Poi scrive ancora: «Facciamo un po’ di chiarezza. Non sono solito nascondermi dietro un dito e amo le provocazioni.

Il mio post è frutto della rabbia di fronte alla violenza cieca ed al vandalismo indiscriminato che il movimento antagonista sta riversando in città in questi giorni.
Rabbia che nasce dall’amore verso la mia Torino e da una storia politica che mi ha visto, molto spesso, oggetto di attenzioni indesiderate da parte di chi preferisce la violenza alla dialettica politica.

Mi richiamo sempre alla legalità.
Per questo, il riferimento ai fatti della Diaz non è, e non può essere preso come, una seria riflessione, ma solo ed esclusivamente come una provocazione.
La Diaz non è una pagina felice né giusta della storia del nostro paese, perché lo Stato deve sempre agire nel solco del diritto.
Per questo, mi scuso.

Detto questo, mi auguro che gli autori dei fatti di oggi vengano perseguiti nel modo più duro, tra quelli previsti dalla legge, e ribadisco ancora un concetto:
SONO, E SARÒ SEMPRE, DALLA PARTE DELLE FORZE DELL’ORDINE».