Francesco Sicari, giovane consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, anticipa su Facebook quelli che potrebbero essere gli esiti del lavoro della Commissione di Inchiesta sui fatti di Piazza San Carlo. Il Consigliere ha pubblicato quest’oggi sulla pagina che racconta la sua attività in Sala Rossa un post polemico nei confronti dei quotidiani che oggi hanno diffuso la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati della sindaca Chiara Appendino (un atto dovuto in seguito alle presentazione di numerose querele a suo carico da parte dei feriti nella notte del 3 giungo).

Sicari difende la prima cittadina ricordando che “la sindaca ha già esternato le proprie scuse ai cittadini” e che “su alcuni documenti la firma del sindaco non c’è in quanto competenza di appositi uffici tecnici e dirigenti“. Queste affermazioni, pronunciate da chi ha potuto vedere i documenti dell’inchiesta attualmente in corso a Palazzo Civico, mirano a scagionare la prima cittadina e individuano responsabilità dirette negli “uffici tecnici” e nei “dirigenti”.

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Dopo aver indicato Turismo Torino come unico responsabile del disastro di Piazza San Carlo, addirittura con un comunicato della Sindaca Appendino, il Movimento 5 Stelle sembra cambiare obiettivo e guardare, questa volta, all’interno del Comune.

Quella scelta da Sicari è, però, una strategia difensiva molto pericolosa: gli uffici tecnici coinvolti nell’organizzazione della sciagurata serata di Piazza San Carlo sono, infatti, quelli del Capo di Gabinetto Paolo Giordana, vicinissimo alla Sindaca, e del dirigente Paolo Lubbia, mega direttore appena promosso da Appendino e Rolando nella riorganizzazione della macchina comunale.

Aggiornamento delle 19,40 del 29 giugno. Il consigliere Sicari ha pubblicato una precisazione sulla propria pagina Facebook, che Nuovasocietà pubblica integralmente:

In merito alla frase -“su alcuni documenti la firma del sindaco non c’è in quanto competenza di appositi uffici tecnici e dirigenti“ – ammetto di aver peccato di superficialità, poche parole interpretabili, che meritavano decisamente un approfondimento. Non è mia intenzione scagionare quindi anticipatamente nessuno, ne tanto meno la prima cittadina o chiunque altro e ne tanto meno accusare qualcuno. La commissione d’inchiesta sta lavorando, bene, grazie al contributo di tutti i membri che la compongono, e i risultati verranno divulgati nel momento in cui la commissione stessa riterrà di esser giunta a conclusione del suo compito.

Tornando quindi alla libera interpretazione di quanto da me scritto, ci tengo a precisare che i documenti di cui faccio cenno non sono quelli della commissione, ma solo ed esclusivamente la constatazione di quanto visto nel corso di questi 12 mesi dentro Palazzo Civico, e cioè, esistono più tipologie di documenti, che seguono individualmente uno specifico iter di passaggi tra i soggetti direttamente richiamati per ovvie competenze, e che in funzione di ciò bisogna lavorare in modo approfondito e meticoloso, al fine di individuare, nel caso vi siano, eventuali responsabilità.

Il Movimento 5 Stelle e il sottoscritto non hanno alcuna strategia finalizzata all’addossare colpe a prescindere, anche perchè il dovere di ogni membro e quindi della commissione stessa è quello di prendere in esame i fatti oggettivi e ricostruire la verità al 100% e non un’approssimazione di essa.
Lo dobbiamo a tutte le persone che purtroppo sono rimaste coinvolte in quella tragica serata.

Concludo, ricordando a me stesso l’enorme rispetto per l’istituzione che rappresento, motivo per il quale rilascio queste parole con il fine da togliere anche la minima ombra o il minimo dubbio su quanto sta facendo la commissione d’inchiesta.