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Demosofc, acceso il primo modulo dell’impianto che produce energia dalle acque reflue

Demosofc, acceso il primo modulo dell’impianto che produce energia dalle acque reflue

Una giornata, martedì 14 novembre, di workshop e di visita all’impianto per entrare nel vivo di Demosofc. Il progetto portato avanti nel Centro ricerche Smat con la partnership di Politecnico di Torino, Imperial College di Londra e centri di ricerca finlandesi ha permesso di accendere a Collegno il più grande impianto d’Europa a biogas di energia co-generata, frutto del recupero dei fanghi prodotti dalle acque reflue del Po.
Si tratta della più grande centrale europea di co-generazione con questo tipo di sistema tecnologico che consente di produrre energia a emissioni zero e nel contempo migliorare la gestione dei rifiuti. Inoltre il procedimento può essere applicato sia a grandi realtà che a piccole imprese.
«Un impianto all’avanguardia capace di coprire il 30% del fabbisogno energetico del depuratore, riutilizzando fino all’ultimo i gas prodotti dal processo di depurazione delle acque di Torino e provincia, in un percorso di ottimizzazione che trasforma in valore gli scarti. Un processo in accordo con i principi alla base dell’economia circolare, che si integra a una soluzione tecnica modulare» così ha spiegato il progetto, che rientra tra quelli finanziati dell’Unione Europea per Horizon 2020, il professor Santarelli del dipartimento di Energia del Politecnico di Torino.
Soddisfazione per il progetto anche da parte di Paolo Romano, presidente di Smat che ha ricordato «la valenza ambientale di una tecnologia fortemente innovativa, installata all’interno di un complesso impianto industriale che produce elevatissime rese energetiche senza emissione direttamente nell’aria. Dalle analisi condotte dal centro di ricerca finlandese VTT, partner del progetto, si è infatti evidenziato che l’aria emessa dal DEMOSOFC ha caratteristiche migliori dell’aria esterna. Si può quindi sostenere che questo processo sviluppato per generare energia termica ed elettrica, depura parzialmente anche l’aria che respiriamo».
Francesco Casciano, sindaco di Collegno, sottolinea l’importanza della bio-economy precisando come «la nostra città si conferma luogo propizio per le applicazioni innovative di tecnologie d’avanguardia su impianti pubblici che da decenni rappresentano un modello di gestione virtuosa dei beni comuni».

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