L'avvocato Sergio Pisani, difensore di Vincenzo e Luisa Ciotola, genitori di Adelaide, la bambina di dieci anni affetta da una malattia degenerativa, ha chiesto alla Procura di Napoli il sequestro del servizio televisivo delle Iene, per sua conoscenza previsto per questa sera, in cui sarebbero mosse «insinuazioni» a carico dell'operato dei suoi assistiti che avevano raccolto fondi per fare operare la bambina a Houston. Il legale, con un ricorso d'urgenza, diffida anche "Le Iene" dal mandare in onda il servizio. Questo per via delle «fragili condizioni in cui effettivamente versa la piccola».
Il legale spiega che «la piccola Adelaide è in questi giorni già fortemente provata dai commenti dei compagni di scuola per quanto sta avvenendo su numerosi social Network e quanto pubblicato su diverse testate giornalistiche in tutta la penisola». «Al di là dunque della veridicità o meno di quanto si imputa ai genitori della minore - scrive l'avvocato nel ricorso - ... è immaginabile e indubbio l'effetto dirompente che potrebbe derivare alla psiche della minore già fortemente provata dalle offese pubblicate su numerosi social Network».
E non si può escludere che la bambina «possa compiere eventuali gesti estremi» dopo la trasmissione del servizio. «Al di la di quelli che saranno gli eventuali esiti giudiziari della vicenda - scrive Pisani - l'unica innocente vittima di una eventuale messa in onda del servizio televisivo in oggetto, sarebbe la piccola Adelaide e dopo nessuna trasmissione e/o rettifica potrà far riprendere la minore da un trauma simile». Il legale ricorda che «è di non pochi giorni fa la notizia di un gesto estremo compiuto da una minore per il solo fatto che la piccola era stata costretta dai genitori ad abbandonare la carriera artistica per dare maggior spazio agli studi (è accaduto in India, dove una bambina di 11 anni che aveva partecipato a un reality si è suicidata ndr.)». Inoltre, il servizio «conterrebbe addirittura notizie allo stato coperte da segreto d'ufficio» e la documentazione medica allegata al ricorso «comprova la veridicità dello stato di salute della minore e pertanto sussiste, al momento, anche il "fumus" del reato di diffamazione a mezzo stampa».
«Adelaide è veramente ammalata, poi sarà la magistratura e non certo un servizio televisivo ad accertare eventuali responsabilità che di certo non sono della bambina, unica vittima di un'eventuale messa in onda del servizio delle Iene». Così l'avvocato Sergio Pisani facendosi portavoce dei coniugi Vincenzo e Luisa Ciotola, genitori di Adelaide, dopo la polemica. «Non abbiamo mai detto - continua il legale che è in stretto contatto con la famiglia - che la bambina era in fin di vita e lo si evince benissimo dalle trasmissioni televisive in cui la stessa ha una vitalità fuori dalla media. Non abbiamo mai truffato nessuno. I soldi raccolti sono depositati su un fondo e saranno utilizzati per accertare la diagnosi fuori dall'Italia», conclude l'avvocato.
«Il servizio va bloccato», come scrive il legale nell'istanza, «per eventuali pericoli di gesti estremi da parte della bambina»
Il legale spiega che «la piccola Adelaide è in questi giorni già fortemente provata dai commenti dei compagni di scuola per quanto sta avvenendo su numerosi social Network e quanto pubblicato su diverse testate giornalistiche in tutta la penisola». «Al di là dunque della veridicità o meno di quanto si imputa ai genitori della minore - scrive l'avvocato nel ricorso - ... è immaginabile e indubbio l'effetto dirompente che potrebbe derivare alla psiche della minore già fortemente provata dalle offese pubblicate su numerosi social Network».
E non si può escludere che la bambina «possa compiere eventuali gesti estremi» dopo la trasmissione del servizio. «Al di la di quelli che saranno gli eventuali esiti giudiziari della vicenda - scrive Pisani - l'unica innocente vittima di una eventuale messa in onda del servizio televisivo in oggetto, sarebbe la piccola Adelaide e dopo nessuna trasmissione e/o rettifica potrà far riprendere la minore da un trauma simile». Il legale ricorda che «è di non pochi giorni fa la notizia di un gesto estremo compiuto da una minore per il solo fatto che la piccola era stata costretta dai genitori ad abbandonare la carriera artistica per dare maggior spazio agli studi (è accaduto in India, dove una bambina di 11 anni che aveva partecipato a un reality si è suicidata ndr.)». Inoltre, il servizio «conterrebbe addirittura notizie allo stato coperte da segreto d'ufficio» e la documentazione medica allegata al ricorso «comprova la veridicità dello stato di salute della minore e pertanto sussiste, al momento, anche il "fumus" del reato di diffamazione a mezzo stampa».
«Adelaide è veramente ammalata, poi sarà la magistratura e non certo un servizio televisivo ad accertare eventuali responsabilità che di certo non sono della bambina, unica vittima di un'eventuale messa in onda del servizio delle Iene». Così l'avvocato Sergio Pisani facendosi portavoce dei coniugi Vincenzo e Luisa Ciotola, genitori di Adelaide, dopo la polemica. «Non abbiamo mai detto - continua il legale che è in stretto contatto con la famiglia - che la bambina era in fin di vita e lo si evince benissimo dalle trasmissioni televisive in cui la stessa ha una vitalità fuori dalla media. Non abbiamo mai truffato nessuno. I soldi raccolti sono depositati su un fondo e saranno utilizzati per accertare la diagnosi fuori dall'Italia», conclude l'avvocato.
«Il servizio va bloccato», come scrive il legale nell'istanza, «per eventuali pericoli di gesti estremi da parte della bambina»




Sequestrato un servizio delle Iene





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