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Il blues di Gilgamesh

di Eugenio Goria

Il Magazzino di Gilgamesh, storico locale del jazz e del blues torinese, ospita l'annuale rassegna blues e per il 2010 fa davvero le cose in grande.

La locandina pubblicitaria dichiara con orgoglio: "In assoluto questa è l'edizione di maggior pregio" e in effetti la rassegna, inaugurata sabato 6 febbraio dalla cantante Dilù Miller, prevede nomi da capogiro. In ciascuna delle serate si esibiranno due formazioni: in apertura ci saranno artisti conosciuti a livello regionale e nazionale del calibro di Andrea Preto e dei Good Gheddo Trio, per mentre gli headliners appartegono tutti quanti alla scena rock e blues contemporanea, e molti di loro vantano prestigiosissime collaborazioni.

E così, dopo la tradizionale jam session del martedì sera, in cui comparirà Terry Harmonica Bean, mercoledì 10 ci sarà sul palco Sean Carney, uno dei più quotati bluesmen del momento direttamente da Columbus, Ohio. Ha vinto nel 2007 l'Albert King Award, e tra le sue imprese si può ricordare quella di aver riportato sul palco Christine Kittrell, cantante di successo negli anni '40.

Chi ama un suono più moderno non può mancare invece all'appuntamento di giovedì 11 febbraio con Rob Tognoni, chitarrista australiano a metà strada tra il blues e il rock; ottima tecnica e molta eleganza nel comporre sono le caratteristiche principali di questo artista, che nel suo ultimo lavoro "2010 db" mostra di saper spaziare come si deve tra generi e linguaggi. Il giorno successivo si cambia musica con Bob Margolin, una vera leggenda vivente che oltre ad aver suonato per sette anni al fianco di Muddy Waters - e scusate se è poco - ha collaborato con tutti gli artisti più in vista degli anni '70, da Buddy Guy a James Cotton, e propone con i propri pezzi la sua interpretazione del Chicago blues.

Sabato 13 e domenica 14 si esibirà John Primer, un altro membro della band di Muddy Waters che raggiunge il chitarrista italiano Dario Lombardo. I due si conoscono da anni, ma questo è in assoluto il primo tour che realizzano insieme. Ad aprire la serata un allievo di Lombardo: Franco Cerosimo, in arte Fast Frank.

Il 18 febbraio un altro ospite americano: Damon Fowler, un artista nato praticamente con la chitarra in mano, che propone un repertorio decisamente moderno con influenze che vanno dal country alla swamp music dei Cajun e ovviamente al blues, condito con l'uso sapiente di slide e lapsteel. Il venerdì sarà ospite l' esuberante Ian Seagal, stella del blues inglese capace di rielaborazioni davvero varie e personali che ricordano alcuni lavori di Tom Waits; conosciuto per la sua tournée con i Rythm Kings di Bill Whiman, per le sue trascinanti esibizioni e per le molteplici forme della sua musica, è senz'altro una delle punte di diamante del Gilgamesh.

Il 20 febbraio sarà la volta di Andy Just, armonicista dal talento naturale, conosciuto soprattutto dalla sua collabrazione con Robben Ford, mentre il 26 è prevista la cantante di origini svedesi Sophie Reed, che riesce a portare un'eco del suo freddo paese anche nel più fiammeggiante dei blues.

A chiudere la rassegna ci pensa Sherman Robertson, autore che si allontana leggermente dal blues più radicale per entrare nell'ambito del cajun e dello swamp blues, linguaggi che i suoi colleghi accarezzano molto più da lontano. La sua musica è molto varia e spesso non tralascia gli ammiccamenti al Texas blues più di consumo, per dilungarsi poi in lunghi e passionali assoli di chitarra.

Che dire: i nomi degli ospiti parlano da sé. Come d'abitudine il Magazzino si impegna a mantenere accettabile il prezzo del biglietto, che non supera mai i 15 euro, che senz'altro valgono la pena di essere spesi per artisti di fama internazionale ma che in Italia sono solo oggetto di culto per i soliti apassionati.