NuovaSocietà

Friday, Jul 30th

Ultimi aggiornamenti:02:33:37 PM GMT

Sei qui: Spettacoli Il figlio più piccolo di Pupi Avati

Il figlio più piccolo di Pupi Avati

di Elena Romanello

Per il suo quarantesimo lungometraggio Pupi Avati sceglie di raccontare una storia di oggi, tra gli arrivisti e i sognatori ingenui: i primi vivono in una sontuosa e irreale villa rinascimentale vicino a Roma, i secondi abitano la sua Bologna, tra vecchie piazze, freddi multiplex e il Dams.

La storia morale e non moralista di Luciano Baietti, spregiudicato imprenditore in procinto di convolare a seconde nozze con una ricca romana con intrallazzi politici, che ricontatta l'ingenuo figlio minore della prima moglie, Baldo, studente Dams appassionato di snuff movies per intestargli le sue proprietà fallimentari e salvarsi dall'arresto, diventa quindi specchio di un certo stile di vita, che Avati non rende grottesco ma mette in scena con tutte le pecche e i difetti, non ultimo quello di portare via l'anima di una persona. Emblematica la sequenza allucinante di arrivisti che fotografano e filmano l'arresto del loro amico perché tutto ormai è spettacolo.

Ma forse per Baietti ci sarà una seconda possibilità, proprio grazie a quel figlio goffo e sovrappeso, contento di rivedere il papà al quale è rimasto attaccato, come sua madre del resto, una sognatrice dedita alla musica folk insieme all'amica americana. Del resto a Baldo, bamboccione sognatore, il regista affida la sua speranza per un futuro migliore.

Christian De Sica caratterizza in maniera soddisfacente un personaggio però in definitiva simile a quelli interpretati in film di minore qualità cinematografica; commovente la sognatrice Laura Morante, perfetto l'ambiguo commercialista Luca Zingaretti, ottimo l'esordiente Nicola Nocella, tenero ragazzo di oggi che non vuole rinunciare ai suoi sogni strampalati di realizzare film gore e di amare, malgrado tutto, quel padre così cinico.

Commenti

Mostra/Nascondi modulo commento.