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La Juventus pareggia anche a Livorno. Sempre più crisi

Nicola Legrottaglie
di Andrea Doi

Ormai la malattia è cronica. Neppure la cura del dottor Alberto Zaccheroni può migliorare la situazione. La Juventus è in coma e il pareggio contro il Livorno in trasferta è l'ennesima figuraccia stagionale per i bianconeri.
Un primo tempo duro, dove la squadra di Cosmi domina, mettendo alle corde la Juve più volte.
Al ventiseiesimo passa in vantaggio, con un colpo di testa di Antonio Filippini.
La squadra di Zaccheroni sembra non avere la forza di reagire e rischia di subire la furia degli amaranto. Solo verso la fine del primo tempo, al quarantunesimo, Nicola Legrottaglie indossa i panni di Amauri (nei primi quarantacinque minuti non pervenuto) e pareggia i conti, anche lui di testa.
Una rete forse viziata da un fuorigioco millimetrico.
Si va al riposo sull'uno ad uno e nei volti dei bianconeri si legge tutto lo sconforto di trovarsi intrappolati dentro le sabbie mobili toscane, nonostante la boccata d'ossigeno del pareggio.
La Juventus rientra in campo con convinzione e al secondo minuto un tiro da fuori area del ex del Livorno Candreva mette in difficoltà Rubinho.
Al sesto minuto esce per infortunio Fabio Cannavaro, al suo posto entra Zebina. Zaccheroni continua a tenere la difesa a tre e in questi minuti gli attaccanti del Livorno non sembrano creare troppi problemi.
Un secondo tempo più vivace. Almeno all'inizio.
Molti i falli, ma la Juve spinge sull'acceleratore e anche Amauri sembra entrare più nel gioco. Ma è solo un fuoco di paglia e ben presto l'attaccante ritorna nell'anonimato.
Infatti il Livorno non resta a guardare e come una settimana fa a Milano contro il Milan dimostra di non avere paura delle squadre blasonate. Anzi. Lotta e cerca di arginare le avanzate di Del Piero e compagni. Al ventisettesimo addirittura rischia di andare in vantaggio, ancora con Filippini che manda sopra la traversa un'ottima occasione.
Un altro cambio nella difesa bianconera: entra De Ceglie per Grosso.
Al trentaseiesimo viene espulso, per doppia ammonizione, Felipe Melo, che ancora una volta non ha giocato ai livelli di Firenze. A questo punto Zaccheroni è costretto a far uscire Alex Del Piero, per il giovane Giandonato, all'esordio in serie A.
Pur con un uomo in meno l'allenatore dei bianconeri non tradisce la sua difesa a tre.
Entrambi i portieri non vengono impegnati. Il gioco resta concentrato a centrocampo e viene interrotto sempre più spesso dall'arbitro Brighi. Una brutta partita insomma. Poche occasioni e tanto nervosismo.
Con la Juventus in dieci il Livorno avanza il baricentro e cerca di colpire in contropiede, ma manca sempre l'affondo per mettere al tappeto i bianconeri.
Alla fine il pareggio diventa scontato. La crisi Juve continua. La cura Zaccheroni non da i suoi frutti.

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