di Luca De Matteis
Cala il gelo in vetta, in onore alle temperature del weekend più freddo dell'anno. Nella domenica che dopo decenni il calcio ha fatto tutta sua (le parite si sono disputate tutte nel pomeriggio) steccano le prime della classe. Juventus e Milan incapaci di vincere sui propri terreni di gioco. Non solo, proprio nella domenica sottozero, le prime due sono rimaste a secco di gol. Zero, un numero ricorrente. Con il Siena, la Juve non fa gioire i tifosi dello "Stadium" – aveva sempre segnato finora - mentre il Milan non segna per la seconda volta consecutiva e pareggia col Napoli.
Lo "zero" è in voga. Anche Udinese e Lazio, rispettivamente a Firenze e a Genova, fanno zero punti. Zero come i gol dell'Inter di Ranieri, contro una Roma irresistibile davanti ai difetti palesi di Milito e compagni.
Sulla ventiduesima giornata di Serie A, piombano le polemiche vibranti scaturite da arbitraggi non perfetti. Alla Juve è andata peggio: rigore negato nel finale di una gara difficile. Il tecnico Antonio Conte sostiene i suoi: «Non è stata la migliore Juve? Non sono d'accordo. Non posso dire niente ai ragazzi, hanno dato il massimo. Quando non si vince il giudizio dipende sempre dal risultato – e rilancia sul rigore non concesso - L'unica cosa che mi sento di dire è che mi sembra strano che in ventuno partite la Juventus abbia avuto solamente un rigore a favore e tre contro». Se l'allenatore non si espone troppo, ci pensa l'amministratore delegato juventino, Beppe Marotta: «È tradizione che quando c'è una squadra di alta classifica si mandi un arbitro di spessore internazionale, esperto, non un giovane che magari è condizionato se deve decidere una gara su un episodio negli ultimi minuti. Non voglio parlare assolutamente di malafede, abbiamo massimo rispetto per la classe arbitrale, però devo sottolineare l'insufficiente prestazione dell'arbitro». Obiezioni più che condivisibili.
Il Milan protesta con le giacchette nere e con la dabbenaggine di Ibrahimovic. Lo svedese torna l'Ibra del passato, che sporadicamente prende il posto del campione. La manata ad Aronica gli costerà due o tre turni di stop. Se saranno tre, salterà Milan-Juve del 25 febbraio. Adriano Galliani ha già "saggiato" il terreno, puntuale, com'è accaduto per consigliare il rinvio di Milan-Napoli: «Leggo opinioni catastrofiche ma non c'è stata nessuna violenza. Credo dunque che Ibrahimovic non potrà avere più di due giornate. Il gesto di Aronica su Nocerino? Io l'ho visto, l'arbitro no - e lancia una stoccata - C'è chi si lamenta per i rigori non dati.... ». Il tecnico rossonero Allegri, espulso anch'egli nel finale di gara: «Non dico che ci sia accanimento degli arbitri però Zlatan paga ogni minimo gesto».
In casa Inter la situazione è preoccupante, dopo il record di vittorie tra dicembre e gennaio. I nerazzurri chiudono una settimana con 9 gol subiti e appena un punto in tre gare. Claudio Ranieri la vede così: «Dopo la splendida vittoria con il Milan non siamo più noi, abbiamo mollato gli ormeggi, non siamo più determinanti e attenti. Ora tiriamo grossa riga e ricominciamo a essere quelli che eravamo». In casa Roma, invece, il brindisi è doppio. Finalmente finisce la telenovela De Rossi. Silvio Baldini, direttore generale giallorosso, ne dà annuncio a fine gara: «Quest'anno ci viene concessa pazienza, la gente deve sapere che De Rossi ha un accordo con la Roma per i prossimi 5 anni». Luis Enrique avrà una preoccupazione in meno.