di Roberto D'Ingiullo
C'è un dato che preoccupa i tifosi bianconeri perché assomiglia ad una contraddizione per una squadra che detiene il primato. Le punte della Juve sono encomiabili sul piano dell'impegno, si sacrificano per il collettivo, danno una mano in fase difensiva, aprono spazi ma... segnano col contagocce. E non si possono imputare particolari colpe alla manovra perché la mole di gioco prodotta è sempre ragguardevole con un allenatore capace di infondere fin dall'inizio una mentalità offensiva.
Il capocannoniere Matri è andato a bersaglio nove volte: un risultato non disprezzabile ma lontano dai migliori del campionato. L'acquisto più costoso dell'estate, Vucinic, ha timbrato il cartellino per appena tre volte in sedici gare: d'accordo che il montenegrino non ha mai avuto nel feeling con il gol il suo punto di forza, ma rimane un dato impietoso per uno che di mestiere comunque dovrebbe fare l'attaccante. Quasi nulla è arrivato dal resto del reparto che registra soltanto un gol di Quagliarella con Del Piero e Borriello, complice anche lo scarso minutaggio, ancora all'asciutto in campionato. Nella prima parte di stagione la Vecchia Signora aveva sopperito con la vena di Marchisio, ma era impensabile che il Principino potesse mantenere certe medie realizzative. Lo stesso Pepe sta vivendo un comprensibile periodo d'appannamento dopo un girone d'andata polverizzato tutto d'un fiato, Pirlo – rimasto a secco di reti – cerca la porta soltanto su calcio piazzato. A vedere i numeri, cresce la nostalgia per un bomber alla Trezeguet: uno che magari toccava tre palloni a partita ma puniva alla prima occasione disponibile.
Cosa fare per rimediare? La prima possibilità che sta studiando Conte è di dare più peso all'attacco, magari provando Quagliarella dall'inizio nella posizione di esterno avanzato. Contro il Siena si sono visti contemporaneamente – seppur per pochi minuti – Borriello e Matri: soprattutto contro avversari che si chiudono nella propria area parcheggiando un pullman davanti alla propria porta, schierare due attaccanti forti fisicamente e nel gioco aereo potrebbe rivelarsi una soluzione efficace. La seconda opzione consiste nel dare una chance a chi finora è rimasto ai margini: Krasic ed Elia sembrano corpi estranei al progetto bianconero ma – volenti o nolenti – sono rimasti anche dopo la fine del mercato di Gennaio. Ecco perché non è escluso che venga concessa loro almeno un'ultima prova d'appello. Per vincere una battaglia così difficile come quella dello scudetto, è bene ricorrere ad ogni arma a propria disposizione. Sperando che non spari a salve.