di Roberto D'Ingiullo
Sulla carta è solo la Coppa Italia, ma c'è qualcosa di speciale. La sfida che potrebbe valere lo scudetto, fissata per il 25 febbraio, è già iniziata nelle schermaglie dialettiche, nelle carte legali relative alla squalifica di Ibra, nel botta e risposta tra i due tecnici: ecco perché questo aperitivo è molto più gustoso di quanto possa apparire.
Per la Juve è un obiettivo dichiarato: dopo anni di digiuno, alzare una Coppa sarebbe comunque un segnale importante. Conte proporrà un turnover ragionato dando spazio a chi ha giocato meno come Del Piero o Borriello ma chiedendo alla truppa una prova d'orgoglio che cancelli anche la delusione per il pareggio interno col Siena. Probabile che torni al 3-5-2 che ha il pregio di fornire meno punti di riferimento all'avversario e di esaltare il dinamismo dei bianconeri sulle corsie esterne. Non è escluso che venga data una chance a Elia, con la speranza che l'olandese si trasformi da oggetto misterioso a gradita sorpresa di questa seconda parte di stagione.
Il Milan tra assenze e notorie squalifiche in campionato, schiererà una formazione pressoché obbligata con Ibra osservato speciale. Per i rossoneri è il fulcro del gioco: non potendolo sfruttare in campionato, meglio goderselo almeno in questo preludio di coppa. Conte sa che è lui il pericolo numero uno (ma anche il numero due, tre...) e vuole valutare la tenuta della sua difesa con l'inserimento di Caceres. Allegri ha bisogno di trovare risposte soprattutto dagli altri attaccanti, sperando che un gol possa rivelarsi la migliore medicina per ritrovare morale e fiducia.
Facile prevedere una gara ricca di reti, libera dagli esasperati tatticismi che spesso ingabbiano le sfide tra squadre così blasonate: lo spettacolo non dovrebbe mancare. Ma non sarà un'amichevole; perdere equivarrebbe a dare un segnale di debolezza all'avversario. Perché al di là dello scambio di "cortese" tra i due tecnici per palleggiarsi il ruolo di favoriti per lo scudetto, è certo che entrambi sono convinti di avere il coltello dalla parte del manico. Nessun condottiero crede di poter perdere la guerra: difficilmente accetta di lasciare all'avversario anche la prima battaglia.
Ecco perché Milan-Juve è sempre Milan-Juve, anche se in Coppa Italia fa un altro effetto.