Sulla vicenda Tav il governo gialloverde deve metta fine al balletto delle cifre e risponda a queste domande:

1. Quanto sono costati i lavori già effettuati per la parte italiana?
2. A quanto ammontano i costi per la sicurezza e quelli fino al completamento dell’opera?
3. Quanto si spenderà se si porterà a compimento l’ opera?
4. A quanto ammonteranno i costi in caso di recesso e le penali in caso di non completamento?

A questi interrogativi, contenuti nel question time che ho depositato in Senato, dovrà rispondere in maniera formale il ministro Giovanni Tria, affinché si metta fine una volta per tutte al balletto delle cifre a cui stiamo assistendo.

Quando un ministro delle infrastrutture ostenta costi pari a 20 miliardi e poi viene smentito, conti alla mano, dal presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, è bene che il governo, per bocca del ministro all’Economia, faccia chiarezza fornendo risposte puntuali su ogni voce di spesa.

L’ambiguità sulle cifre non solo mina la credibilità di un governo, ma condiziona i cittadini nell’esprimere un giudizio sull’opera. A domande semplici e chiare ci aspettiamo vengano date risposte altrettanto semplici e chiare.