Buone notizie dal ministro Alberto Bonisoli, che oggi ha incontrato la sindaca di Torino Chiara Appendino e il sovrintendente del Regio William Graziosi. Il ministero dei Beni Culturali infatti investirà 8,5 milioni per il Teatro torinese.

«Avevo già discusso con la sindaca – annuncia Bonisoli – di un possibile intervento di investimento. Abbiamo visto il piano e a questo punto sono contento di dirvi che lo abbiamo accettato e siamo pronti ad investire 8,5 milioni, che verranno destinati per diverse opere di ristrutturazione, in particolare della scena teatrale, per poterla meccanizzare, il che farà sì che il teatro risulti essere molto più efficiente e moderno».

«Il finanziamento – spiega il ministro – è stato approvato ieri ed è mio interesse che i fondi vengano spesi, questa è la mia preoccupazione principale. Per quanto riguarda i lavori mi raccomando la giusta celerità, vogliamo spendere i fondi nel giro di 18 mesi».

Si dice soddisfatta la sindaca Appendino: «Gli investimenti ci servono per una serie di interventi che permettono al teatro di agire su entrambe le leve: sui costi, diminuendo quelli di gestione, e sui ricavi, rendendolo più attrattivo».

«Ringrazio il ministro per averci supportato non solo dal lato economico, ma proprio nella definizione del piano industriale e delle linee guida: il piano si basa fortemente – aggiunge Appendino – sugli investimenti che portano il teatro ad essere molto più attrattivo rispetto ad oggi. Col ministro abbiamo discusso anche di come far partire subito gli investimenti».

«Il teatro – continua Appendino – si strutturerà per far partire il prima possibile le gare e spendere queste risorse, che sono tasselli fondamentali per l’attuazione del piano. Credo che la collaborazione tra enti permetterà al teatro di fare il passo in avanti tanto atteso».

Per Grazioli il «giudizio positivo del ministro sul piano industriale ci ha fatto molto piacere».

«Gli 8,5 milioni di euro in arrivo “saranno utilizzati per migliorare in particolare il palcoscenico, per consentirci di implementare la nostra produzione, rendendola più facile e, magari, più economica», conclude il sovrintendente del Regio.