Schock e indignazione per la sentenza per il processo Eternit, arrivata ieri sera dopo 5 ore di Camera di Consiglio. Come un fulmine a ciel sereno ha annullato tutto senza rinvio, dichiarando prescritto il reato già dal primo grado la sentenza per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny. Annullati anche tutti i risarcimenti per gli ex dipendenti ancora malati e per le famiglie delle migliaia di vittime.
L’ennesima ingiustizia per chi dal 1966 al 1986 ha lavorato nei quattro stabilimenti italiani di Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli), della multinazionale elvetico-belga, respirando polveri letali di amianto fino ad ammalarsi di mesotelioma pleurico.
«Dire che tutto questo è prescritto, quando in realtà sappiamo che l’apice non è ancora arrivato e sarà solo tra 15 anni, è una cosa paradossale, assurda e che ci fa fare davvero una brutta figura agli occhi del mondo» spiega uno dei legali della difesa Liedholm, che assicura che continueranno a lottare.
«Per altro so che la Procura di Torino sta già pensando a un Eternit bis – continua – e, se il motivo di questa sentenza è la prescrizione, allora si farà un altro processo in cui questa volta verranno contestati gli omicidi» conclude l’avvocato.
Dello stesso parere il procuratore generale Raffaele Guariniello – La Cassazione non si è pronunciata per l’assoluzione. Il reato evidentemente è stato commesso, ed è stato commesso con dolo. Abbiamo quindi spazio per proseguire il nostro procedimento, che abbiamo aperto mesi fa, in cui ipotizziamo l’omicidio».
«Questo non è – ha aggiunto il magistrato – il momento della delusione, ma della ripresa. Noi non demordiamo».
Anche Sergio Chiamparino presidente della Regione Piemonte ha espresso il suo sconcerto e la sua solidarietà: «Non può che destare profonda indignazione il fatto che migliaia e migliaia di persone e famiglie siano private del riconoscimento dei danni e delle responsabilità per ragioni che sono poco più che cavilli burocratici. Quando il diritto cozza con le più elementari ragioni di giustizia è segno che c’è qualcosa di profondo che non funziona nei meccanismi della giustizia italiana. Il danno provocato dagli stabilimenti piemontesi e italiani dell’Eternit – continua Chiamparino – va al di là delle morti finora contabilizzate e allunga la sua ombra sulle generazioni future: alle famiglie delle vittime, alle associazioni che si sono battute in questi anni e a tutti coloro che attendevano un giudizio di giustizia ed equità, conclude – vanno la mia solidarietà il mio sostegno e la mia vicinanza».
Intanto oggi nel Comune più colpito dalla strage dell’amianto, Casale Monferrato, è stato proclamato il lutto cittadino. Mille e settecento i morti, nel paese in provincia di Alessandria e con quasi un morto alla settimana che si registra ancora oggi, perché l’amianto a distanza di anni continua a mietere silenzioso le sue vittime.
Il sindaco di Casale Concetta Palazzetti questa mattina ha scelto di organizzare una catena umana a cui parteciperà insieme ai suoi assessori. Una manifestazione di protesta contro la decisione della Cassazione di ieri sera.
«Non siamo una comunità sconfitta – ha dichiarato il sindaco di Casale Monferrato Palazzetti – Continueremo a batterci perché l’amianto sia bandito a livello internazionale. La sentenza Eternit di condanna è stata annullata per prescrizione non perché il fatto non sia stato commesso».
«Siamo una comunità che comunque ha vinto perché è riuscita a portare a processo con le sole sue forze una multinazionale potentissima e creare notorietà attorno a questo caso»





