di Elisa Bellardi
Chiedevano di poter parlare, ma la risposta è stata una porta in faccia. O, meglio, cariche della polizia.
Erano tanti gli studenti accalcati davanti alle sedi della Regione Piemonte e del Comune di Torino. Una grande mobilitazione chiamata, non a caso, "Caccia al Tesoretto" e organizzata dai borsisti della Resistenza Verdi Occupata e dai ragazzi del Colelttivo universitario autonomo. La richiesta era molto semplice: che i soldi avanzati dalle Olimpiadi del 2006 (non propriamente briciole, bensì 112 milioni di euro) venissero utilizzati per la copertura totale delle borse di studio Edisu di chi sia stato dichiarato idoneo.
Ma non c'è stato niente da fare. In Regione, nessuna possibilità di entrare, né di spiegarsi. E non è andata meglio in Comune. Giunti nell'atrio con l'intenzione di tenere una conferenza stampa, i giovani sono stati violentemente spintonati e presi a calci dalle forze dell'ordine.
Fallisce così il tentativo di dare una risposta concreta ad una questione lasciata insoluta. Ma attenzione: ancora di più di questo, spaventa constatare quanto manchi alla base la volontà di creare un reale confronto con gli studenti.