di Andrea Doi

La fine della luna di miele tra Appendino e la Città ha trovato un nuovo fronte: quello dei lavoratori. Ma cominciamo con ordine.

Sono piuttosto note le parole poco tenere di Beppe Grillo verso i sindacati in genere. A Torino, tuttavia, alcuni sigle autonome, tra cui il CSA, non distanti nel metodo dal Movimento Cinque Stelle, avevano criticato il centrosinistra e, di fatto, sposato la causa della borghesissima Appendino. Strani appoggi, tra gli altri, ad una candidatura bocconiana, filo confindustriale e naturalmente populista.

Ma a Palazzo civico, siedono tre poteri che, ancorché dello stesso colore, pare non comunichino più di tanto. Uno dei tre è il Consiglio, dominato  dalla schiacciante pattuglia grillina. Ebbene, il gruppo del Movimento Cinque Stelle ha depositato a fine gennaio una mozione di indirizzo ( leggi qui ), destinata a “Chiara” e all’assessore al Personale Sergio Rolando, che attacca i progetti per la produttività dei dipendenti comunali (in particolare quello della Ragioneria) e in generale contesta gli accordi sindacali sottoscritti, entrando goffamente in una materia, quella della contrattazione sindacale, con un’insolita azione della politica così invadente e imprecisa.

Nello specifico la mozione impegna “a non sottoscrivere accordi sull’accesso al sistema premiante o al beneficio contrattuale (ad esempio alle progressioni orizzontali o agli incentivi) poco selettivi.. e con generalizzata estensione a quasi tutto il personale”.

I sindacati hanno poco gradito l’incursione del Gruppo Cinque Stelle perché distonica con le promesse della campagna elettorale e con le posizioni – opposte – espresse della stessa Appendino quando ancora sedeva sui banchi di opposizione. Infatti, le ultime progressioni orizzontali in Comune, decise dalla Giunta Fassino, furono calcolate per selezione e premiarono circa l’80% dei dipendenti.

Le nuove norme in materia non consentono, infatti, di premiare la totalità dei dipendenti, ma solo una parte di essi, attraverso una procedura che ne valuti il merito e l’operato. In quell’occasione CSA e Appendino si trovarono concordi sul criterio opposto (maggiore selettività e minore estensione dei premi) a quello propugnato oggi dai consiglieri penrastellati: progressioni estese alla totalità dei dipendenti e criteri differenti criteri di valutazione del merito individuale. Quali le reazioni a questa netta inversione di tendenza?

CGIL CISL e UIL hanno immediatamente scritto e distribuito un volantino di lotta (leggi qui) come non se ne vedeva da anni, firmato dagli esecutivi dei Rappresentanti unitari dei lavoratori, contro la Appendino e la sua amministrazione (tra l’altro accusata di non dare corso ad un incontro con loro da oltre due mesi) dal titolo: “Politica: se ci sai batti un colpo”.

In questo documento i sindacati confederali ricordano che il contratto nazionale degli statali è bloccato da diversi anni e che l’operazione sulle progressioni orizzontali di Fassino ha avuto il pregio di rinconoscere nuovo potere d’acquisto ad una larga fetta di dipendenti.

Meno prevedibile, invece, la protesta del bellicoso CSA (sindacato molto forte in Comune specie tra i vigili urbani), che lascia frettolosamente la linea della speranza espressa dal loro segretario in un volantino del 16/09/2016 che testualmente recitava: “.. diversi aspetti che nei cinque anni da consigliera abbiamo in qualche modo condiviso facendo un percorso parallelo ….” e finiva con una grande apertura di credito: “Speriamo in una svolta che trasformi in sistema Torino in modello Torino”. Mai parole furono più foriere di sventura!

Infatti, il nuovo volantino del CSA fresco di redazione (probabilmente “nato” dopo la mozione M5s e dalla generale insoddisfazione verso la sindaca-assessora alla Polizia Municipale) ha un tenore molto diverso. Si contestano i numeri (dati dalla giunta come trionfali) delle multe per “malasosta”, si accusa la sindaca di aver avallato la nomina di 50 nuovi ufficiali di Polizia Municipale (notizia tenuta ben nascosta dall’ufficio stampa dell’Appendino), e reca una conclusione che riportiamo integralmente:

«Le consigliamo di fare ben altro che della semplice propaganda e della normale amministrazione per provare a lavorare sul modello Torino tanto decantato in campagna elettorale e non sul suo “nuovo Sistema Torino” , circondandosi di collaboratori che siano all’altezza e che non pensino solo ai loro interessi..»

Sarà interessante capire se la linea espressa dai Consiglieri comunali verrà sposata dalla Giunta e dalla Sindaca. Oppure se si consumerà l’ennesima frattura tra l’aula (di lotta) e l’esecutivo (di governo).

 

Le foto del volantinaggio a Palazzo di Città

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