di Moreno D’Angelo

I 12 chilometri di portici di Torino non vogliono solo essere un biglietto da visita della città ma diventare una realtà unica identitaria per quello che costituisce il più grande, storico e elegante sistema commerciale e porticato d’Europa.

Si tratta di una preziosa testimonianza dell’architettura torinese dal XVII al XX secolo,che ospita tanti locali storici. Un grande spazio per eventi culturali e iniziative varie in grado di valorizzare, umanizzare e rendere anche più sicura la vivibilità per chi vive e lavora lungo un percorso che ospita ben 1000 esercizi commerciali.

Sotto la splendida Galleria Umberto I, nel cuore di Porta Palazzo, è stato presentato il “bando internazionale di idee per la realizzazione dell’immagine coordinata del progetto “Portici di Torino – Turismo, Cultura e Commercio”, ideato dalla Fondazione Contrada Torino Onlus.

Per l’assessore al Commercio Alberto Sacco «i portici vanno sfruttati come luogo per eventi, vetrina commerciale e come enorme spazio espositivo,ma servono nuovi interventi per le zone trascurate». L’assessore ha precisato, come iniziative quali questo progetto mirato, siano in grado di elevare il livello di attrattività turistica con importanti ricadute per tutto il sistema economico cittadino. Si tratta di un ambizioso e mirato progetto di rilancio e riqualificazione che coinvolge oltre alle istituzioni, i commercianti,i residenti e il mondo della cultura e dell’associazionismo.

Germano Tagliasacchi, direttore della Fondazione Contrada Torino Onlus, impegnato con il suo giovane e creativo staff, nel bando internazionale e nel progetto portici,ha precisato come questo costituisca «un’occasione unica per coinvolgere una comunità di commercianti, proprietari e cittadini in un dialogo che può generare innovazione sociale e culturale». Tagliasacchi ha ricordato come dietro al progetto, oggi presentato, vi sia un lungo lavoro “porta a porta” che ha dato forma a questa imperdibile opportunità.

Entrando nel dettaglio il progetto, condiviso con tutti i commercianti e le proprietà degli edifici portificati, avrà due fasi operative.

Il primo passo è il bando, rivolto ai creativi della comunicazione, che intende dare vita a una identità visiva dei portici di Torino rivolta anche al pubblico internazionale e a tour operator, con la realizzazione di un brand attrattivo per il turismo culturale. I partecipanti dovranno realizzare un logo e uno story-board videoclip da diffondere anche come supporto per la campagna di comunicazione per i locali commerciali aderenti. Inoltre è previsto il lancio di un sito web e un app in grado di evidenziare tutte le eccellenze, le iniziative commerciali e gli eventi per i turisti. Un quadro che, oltre agli aspetti consumistici è in grado di riferire sui tanti rilievi e curiosità storiche di palazzi, musei, teatri, informando in tempo reale anche sulle attività ospitate sotto i portici.

Tornando al bando, Il vincitore verrà scelto tra le cinque migliori proposte da una giuria allargata composta da rappresentati delle attività commerciali e delle circoscrizioni 1 e 8, oltre a cittadini attivi e associazioni culturali.

La seconda fase prevede la costituzione di un ente no profit per progettare e gestire azioni per la valorizzazione dei portici e delle sue gallerie e attività commerciali. Quello che emerge è la volontà di dare una svolta all’azione di promozione e di rivitalizzaione dei portici, anche attraverso un fitto calendario di eventi, per quelle che vengono definite come “occasioni di riappropriazioni collettive di tutto il sistema porticato torinese”.

Ma non ci sono solo rose e fiori sotto gli archi di via Po e Via Pietro Micca. Si cercherà infatti di porre rimedio ad alcune questioni che restano sul tappeto. In primis il numero crescente di negozi e ambienti sfitti. Qualcuno ha sbottato: «colpa degli affitti esagerati». A tal proposito si pensa di rimediare istituiendo una sorta di AirBnb per facilitare affitti brevi di questi spazi in modo da rispondere in particolare alla domanda di location nel corso di iniziative.

I dati hanno rilevato nel 2016 103 negozi vuoti. E’ certo che negozi inutilizzati rappresentano un brutto segnale anche per la vivibilità e la sicurezza.

Nel corso della presentazione Tagliasacchi ha sollevato altri punti dolenti a cui bisognerà far fronte, precisando “sempre nel rispetto delle persone e delle loro difficoltà”, come quella della presenza sotto i portici dei giacigli di diversi senza fissa dimora e dei venditori non autorizzati. «Per questi occorrerà trovare una soluzione in tempo» si è augurato il direttore di Fondazione Contrada Torino. Dopo la creazione di un logo e avviata la campagna di comunicazione (web, app, segnaletica), per il “mondo dei portici” si pensa anche a realizzare interventi costanti manutentivi a costi contenuti, attivando economia di scala per pulizia, guardiania, manutenzioni).

«Un torinese senza portici è un uomo morto» ha declamato il famoso attore teatrale torinese Mario Brusa nel suo contributo con la lettura di alcuni passi storici che vedevano protagonisti i portici. E’ stato anche ricordato un altro curioso elogio: “La via Po è una via Toledo perfetta, tanto vi si napoletaneggia”. I portici sono da sempre vita, soprattutto sociale.