È il giorno degli avvicinamenti e del “volemose bene”. Alleati di governo, ma divisi sui territori: il Movimento Cinque Stelle e il Partito Democratico sono questo in sostanza oggi. Ma domani? L’asse giallorossa verrà riproposta in chiave regionale e comunale?

Mentre dal nazionale il dem Dario Franceschini lancia messaggi di unità, a Torino l’ex presidente del consiglio comunale il pentastellato doc Fabio Versaci, che con il Pd non è mai stato tenero, apre all’opposizione. O almeno. Ad un certo Partito Democratico. A quello più “collaborativo”. E Versaci si trova d’accordo, in alcuni punti, con il segretario torinese del Pd Mimmo Carretta (che da subito ha fatto capire che l’opposizione ad Appendino sarà sempre dura, chiedendo le sue dimissioni) e con quello regionale Paolo Furia (che tra i due sembra essere quello più propenso ad allargare l’alleanza di governo anche in Piemonte).

«Il nuovo esecutivo ha una grande occasione per dimostrare al Paese che una politica diversa è possibile», spiega Versaci. «E per questo spero che una collaborazione a tratti surreale, che molto mi ha lasciato dubbioso, come quella tra M5S e PD possa funzionare».

«Come tutti sappiamo, uno dei grandi problemi percepiti è l’immigrazione. Questo governo dovrà affrontare il tema senza cadere nella retorica dei porti aperti o chiusi, come ha giustamente detto il Presidente Conte».

Sul tema integrazione a Torino abbiamo ottenuto un grande risultato con la liberazione delle palazzine ex Moi. Abbiamo dimostrato che una accoglienza diversa è possibile, spero che il Governo ne faccia tesoro e prenda esempio».

«Un altro grande problema è la qualità della vita delle persone soprattutto per quel che riguarda gli stipendi bassi e la disoccupazione. Il salario minimo e la creazione di nuovi posti di lavoro sono indispensabili per il nostro Paese».

Credo che su questi temi con il Partito Democratico si possa trovare punti comuni su cui lavorare, per togliere fiato a una destra senza idee».

«Nei giorni scorsi ho letto di un dibattito alla festa del PD torinese dove il segretario provinciale Domenico Carretta e il segretario regionale Paolo Furia cercavano di trovare punti sui quali collaborare con noi.

Credo che questo siano temi condivisibili: iniziamo da qui», conclude Versaci.