Imprenditore, 46 anni, già assessore in Regione Piemonte e oggi europarlamentare di Forza Italia: Alberto Cirio è il candidato di un centrodestra unito che al di là delle normali polemiche quando si parla di alleanze si sente sicuro ed è pronto alla competizione elettorale.

Con lui infatti il centrodestra può seriamente pensare di tornare a guidare la Regione dopo il governo di centrosinistra di Sergio Chiamparino.

In tempo di elezioni, necessariamente si fanno bilanci e si danno giudizi su ciò che è stato fatto negli anni precedenti. In cosa la passata amministrazione ha peccato a suo giudizio?

Se analizzo i dati oggettivi, e a me piace essere pragmatico senza fare troppe valutazioni umorali e politiche, il Piemonte che abbiamo sotto gli occhi è un Piemonte che cresce molto meno rispetto alle altre regioni del nord, penso al Veneto e alla Lombardia, dove pur essendosi sentiti gli effetti della crisi, sono comunque meno preoccupanti che nella nostra regione. Questa è la fotografia non certo addebitabile a Chiamparino, ma un dato è certo.  Gli altri governi regionali hanno saputo agire con maggior dinamismo rispetto alla giunta Chiamparino. Quello che contesto alla passata giunta è l’assenza di vitalità, di dinamismo e di velocità. Nel mio slogan per le regionali parlo di “altra velocità per il Piemonte” proprio in questa accezione, per dire che si ci interessa sì la Tav, ma anche un Piemonte più vivace. 

Più vivace in cosa?

Vivace nel giocarsi la carta dell’autonomia ad esempio. Solo attraverso l’autonomia si possono ottenere più possibilità di avere più risorse. In questo certamente il Piemonte è stato troppo timido fino a oggi. Così come il Piemonte è stato poco vivace nella gestione dei fondi europei che aveva a disposizione. Dei due miliardi di euro che avevamo a disposizione grazie ai fondi FESR e FEASR, abbiamo speso meno del 30 per cento.
E poi la sanità:  nonostante la giunta abbia fatto molto e bene nella gestione dei conti proseguendo il lavoro iniziato da Gilberto Picchetto nella giunta Cota, tuttavia siamo di fronte a un sistema sanitario che non funziona come dovrebbe. Se per fare una visita si aspetta quattro/cinque mesi, forse vuol dire che non basta che i conti siano a posto. Il Piemonte ha potenzialità enormi in fatto di come risorse umane professionali, usiamole. 

Come disegna la sua Regione? Su quali assi strategici occorre investire e puntare per far crescere il Piemonte?

Sarà una regione che farà dell’energia e della velocità le sue caratteristiche principali. Dobbiamo essere rapidi come lo sono i nostri imprenditori. Ho in testa una regione che non dia fastidio a chi ha voglia di lavorare e fare impresa. Sarà una regione che semplificherà invece che complicare. Vorrei essere ricordato come colui che ha dimezzato le leggi regionali. Abbiamo in vigore circa 900 leggi, dal 1971 a oggi, abbiamo approvato  più di duemila leggi. Io vorrei dimezzarle. Dunque altro punto è la lotta alla burocrazia. Immagino una regione che rivendica la sua autonomia  rispetto a materie fondamentali come la ricerca, il commercio estero…temi che la giunta Chiamparino ha lasciato nelle mani dello Stato. Rispetto ai fondi europei dobbiamo cogliere di più e meglio le opportunità di spesa di queste risorse. Oggi spendiamo poco e non bene i fondi che l’Europa ci mette a disposizione. E per concludere immagino una regione in cui si faccia una guerra alle liste d’attesa in sanità, ripensando in quest’ottica la collaborazione tra pubblico e privato. 

Rispetto alla questione Tav e alle ultime mobilitazioni cittadine, ha detto di preferire i fatti alla piazza. Quali fatti dovranno dunque seguire se sarà eletto?

La Tav la si realizza con un dialogo costante con il governo italiano, non si può immaginare un clima di contrasto e in questo senso, la presenza della Lega al governo rappresenta per noi non solo opportunità di dialogo e condivisione ma anche la garanzia stessa che si farà, essendosi Salvini espresso in maniera inequivocabile. Chi è sceso in piazza ha fatto bene, ma chi vuole ricoprire incarichi di responsabilità non basta che scenda in piazza, deve mobilitarsi in maniera operativa per portarla a casa quell’opera.   

Ha dichiarato che il centrodestra unito può vincere. Qualcuno potrebbe obiettare, unità si ma a traino Lega? Cosa risponde?

Il fatto che chi cammina al mio fianco sia forte mi rende felice e non può che spronarmi a credere ancora di più nella vittoria del centrodestra. La Lega gode certamente di ottima salute, e questo per me è un valore aggiunto in termini di competitività. Non mi preoccupa che i miei alleati siano forti, mi preoccupa di più che lo siano i miei avversari.

L’esperienze in Giunta Cota e poi all’europarlamento cosa le hanno lasciato e che valore aggiunto rappresentano per la sua candidatura?

Nella giunta Cota mi occupavo di turismo e di edilizia scolastica, due deleghe che mi hanno permesso di ottenere risultati importanti. Durante gli anni della mia delega il Piemonte ha visto crescere le presenze turistiche di oltre il 10%. Cosi come in materia di  edilizia ho finanziato un importante piano straordinario.

L’esperienza in Europa, mi permetterà di utilizzare  e mettere a frutto tutte le relazioni costruite in questi anni con le direzione generali, i funzionari e i commissari stessi. Per contare qualcosa ci devi essere. Faremo in modo di farci dare indicazioni dirette su come costruire progetti e programmazione, in modo tale che una volta presentati vengano accolti senza difficoltà. 

Il concetto da lei ribadito di unità tra le forze di destra, vale anche per il progetto europeo?

Credo si possano creare le condizioni per una nuova alleanza tra Partito popolare europeo e forze della destra moderata. Questa potrebbe essere, per come la vedo io, la nuova maggioranza sia per la Commissione europea che per il  Parlamento.