Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, difende a spada tratta correttezza e trasparenza della sua Obbedienza, la più grande d’Italia per numero di iscritti. Bisi è stato protagonista di una dura polemica con la Commissione Parlamentare Antimafia «siamo cittadini come gli altri, ma la privacy vale per tutti meno che per i massoni?».

Laureato in Scienze dell’Amministrazione presso la facoltà di Scienze Politiche, Bisi si è formato professionalmente nel giornalismo senese, lavorando anche per diverse emittenti televisive. Massone dal 1982 nel marzo 2019 è stato riconfermato come guida del GOI, incarico che ricopre dal 2014. Con la sua verve toscana, anzi senese, non si è mai sottratto al confronto pubblico

Tra esoterismo e ricerca del se la Massoneria italiana risulta molto divisa (circa 200 obbedienze), spesso oggetto di accuse di lobbismo e scarsa trasparenza. Per i massoni si tratta solo di pregiudizi e non si considerano un’associazione segreta.

Come sta la massoneria oggi e quali cambiamenti si prospettano?

La Massoneria del Grande Oriente d’Italia gode di buona salute e il messaggio di Libertà, Uguaglianza, Fratellanza è più che mai vivo e forte in una Società egoistica ed egocentrica come quella attuale. Siamo una grande Istituzione con radici antiche ma sempre al passo con i tempi. La Massoneria con i suoi principi e valori è un insostituibile equilibratore sociale. Difendiamo il libero pensiero, esercitiamo la tolleranza, la solidarietà e ci battiamo contro la preoccupante deriva di valori cui assistiamo a tanti livelli nel mondo.

Lei ha definito incostituzionale la clausola antimassonica inserita nel contratto del governo giallo verde, in una fase in cui il mondo massonico bussa alle porte della politica. Una deroga alla tradizionale riservatezza?

Nessuna deroga ma solo una necessaria e doverosa risposta a chi pensa che aggredendo arbitrariamente la Massoneria e in modo pretestuoso la si possa utilizzare per sviare l’attenzione dai veri problemi in cui si trova il Paese e farla divenire, come già accaduto altre volte in passato, l’obiettivo su cui scatenare immotivate e antidemocratiche norme. I massoni sono cittadini come gli altri ed hanno gli stessi diritti e doveri. Continuando così qualcuno ci negherà persino il diritto di voto?

Lei ha espresso varie simpatie politiche, evitando di sposare un partito, che parrebbe si indirizzino verso una scelta europeista. Dopo tutto la massoneria per antonomasia e per storia ha una visione liberal oltre i confini.

Non ho espresso simpatie politiche per evitare facili strumentalizzazioni. La Massoneria non fa politica e non appoggia nessun partito. Gli uomini che compongono questa antica e nobile Istituzione sono liberi di avere le proprie convinzioni ed idee politiche e resta il fatto che un iniziato non è fossilizzato su una singola vicenda politica bensì ha come fine la complessiva vicenda umana, la ricerca costante di giustizia umana e sociale. In una recente riunione, svoltasi a Matera alla presenza dei rappresentanti delle logge che in Italia e nel Continente portano il nome di “Europa”, è stato ribadito l’impegno dei liberi muratori per l’Europa. Bisogna lavorare all’Europa del futuro e al rilancio di quei principi e ideali che ne ispirarono la nascita. 

L’Europa è come una casa in costruzione. Può anche capitare che ci sia un mattone fuori posto. ma non per questo va demolito tutto l’edificio. Bisogna fare degli aggiustamenti. L’Europa deve farsi conoscere di più, deve cercare di garantire attenzione a tutti e di ridurre le distanze dai cittadini, che la percepiscono lontana. È un gap che va colmato, una vera priorità per il Parlamento di Strasburgo.

Perché tanta avversione e diffidenza verso la libera muratoria in Italia. Lei ha parlato di una manovra che intende metterla al bando per sviare le masse. Un’analisi che potrebbe leggersi di taglio complottista?

Perché la Massoneria, per i suoi grandi e universali ideali, è l’unica Istituzione che non può essere sottomessa e ingabbiata o utilizzata. Non è un caso che il fascismo la mise fuorilegge distruggendone le sedi, confiscando i beni e confinando i suoi esponenti come il Gran Maestro Domizio Torrigiani. Forse c’è ancora chi ama quei tempi e quei comportamenti contro ogni forma di espressione del pensiero. Dobbiamo vigilare sulla libertà di tutti.

Segretezza e riservatezza sono un cardine della vita massonica sempre nel mirino di chi vi accusa di scarsa trasparenza. Su questi punti lei ha reagito in modo duro nei confronti della   Commissione parlamentare antimafia?

Quello di segretezza è un termine non corretto e non consono alla Massoneria. Non siamo segreti e non ci nascondiamo. Le nostre sedi sono note, con tanto di targa Grande Oriente d’Italia, i nostri principi e regolamenti si possono trovare e leggere sul nostro sito Internet e prestiamo la promessa, al momento dell’iniziazione, di rispettare la Costituzione della Repubblica Italiana. Con la Commissione Nazionale Antimafia, allora presieduta dall’onorevole Bindi c’è stata una netta e ferma opposizione solo riguardo alla richiesta – per noi immotivata e contro la privacy – degli elenchi degli iscritti di Sicilia e Calabria. Li hanno sequestrati, noi ci siamo opposti e attendiamo che si pronunci la Corte Europea dei diritti dell’uomo.

Ci può dire qualcosa su quegli iscritti nascosti che non risultano da nessuna parte?

Guardi, come ho più volte detto, nel Grande Oriente d’Italia non ci sono liste e iscritti nascosti.

Ma dietro tante perplessità e casi di commistione con il mondo dell’illegalità qualche problema si pone, e non pare tutto sia sempre scaricabile sulla miriade di logge incontrollabili specie del sud?

La Massoneria combatte l’illegalità e le mafie. I suoi alti valori non consentono agli uomini che ne fanno parte di avere commistioni di alcun tipo. I nostri controlli sono molto rigorosi ovunque e ciò avviene anche per quanto riguarda gli ingressi.

Non sembra che con le altre ubbidienze siano tutte rose e fiori. Anzi le critiche più feroci paiono emergere tra fratelli?

Il Grande Oriente è la più antica Obbedienza, presente in Italia dalla fondazione avvenuta nel 1805. Siamo riconosciuti a livello internazionale e non guardiamo in casa altrui.

Cosa contraddistingue il Grande Oriente d’Italia rispetto alle altre realtà massoniche?

La sua unicità, la sua storia, l’orgoglio di appartenenza, il numero di fratelli (23mila) e il lavoro esoterico che viene compiuto nelle 850 officine presenti in tutte le regioni.

Cosa significa essere massoni oggi. Dopo i tempi risorgimentali, con il fondamentale contributo  alla formazione dei moderni stati liberali non pare più emergere un’impegno socio politico mirato?

Questo non è vero. Il momento politico è delicato e il sistema in fase di evoluzione ma l’impegno di tanti fratelli è continuo e quotidiano in tanti settori della società ed associazioni. Non siamo prigionieri del Risorgimento ma ne custodiamo vivi i valori. Oggi, in una fase in cui sono venuti meno tanti ideali, la nostra funzione è ancora più impegnativa. Ma la Massoneria non ha perso lo slancio e la missione per cui è nata:  Elevare l’uomo per migliorare la Società e creare la Fratellanza.

Come replica alle accuse di lobbysmo e affarismo persistenti in chi critica la fratellanza massonica?

Sono critiche ingiuste e piene di pregiudizi. Da noi non si fanno affari e non ci sono lobby di potere.

Qual è oggi il suo principale obiettivo e sogno possibile?

Quello di continuare al meglio il lavoro intrapreso nel mio primo mandato con l’aiuto dei membri della nuova Giunta e di contribuire a scrivere altre pagine belle del Grande Oriente d’Italia in Italia e all’Estero. Con l’amore e il contributo armonioso di tutti i fratelli.

Quanto conta per lei l’esoterismo e che cosa più l’affascina nella ricerca di risposte oltre scienza e discipline ufficiali?

L’esoterismo è l’alimento indispensabile di ogni massone. Ogni volta che guardo il cielo stellato mi commuovo, mi pongo domande e penso alla grandezza dell’opera compiuta dal Grande Architetto dell’Universo.

Come mai la massoneria nel mondo anglosassone è rispettata e consultata mentre in Italia il solo nominarla è spesso fonte di diffidenza e criticità. (vedi le proteste sollevate per il convegno presso l’università di Teramo)?

È una questione di Cultura e di pregiudizio. Manca un’onesta’ di fondo e c’è tanta gente che parla solo per sentito dire, che non conosce bene la realtà massonica. Noi facciamo convegni aperti al pubblico in tante università. Ci piace e siamo disponibili al confronto e al dialogo aperto, senza barriere.

Come fronteggiare il fenomeno della miriade di “miniobbidienze” che spuntano come funghi incontrollabili e quali i motivi di questa anomalia italiana?

In Massoneria non esiste il copyright e non si sa bene il numero delle obbedienze che spuntano fuori. È un problema difficile da risolvere.

Tra fascino e mistero la massoneria continua ad avere successo e riscontri. Lei pensa che sia tutto legato alla ricerca filosofica e al miglioramento e la conoscenza del se?

Io penso che oggi più che mai, di fronte alla deriva a cui assistiamo, tanti uomini vedano nella massoneria una via per conoscere se stessi ed elevarsi spiritualmente. Una scuola di vita che ha anche nella filosofia una delle basi importanti per arrivare alla Conoscenza e alla ricerca perenne della Verità

Con il Vaticano, atavico nemico dei massoni, si stanno aprendo degli spiragli?

Noi non abbiamo nemici, tantomeno lo è il Vaticano. Le nostre porte sono sempre aperte e le nostre mani pronte a stringersi con chi vuole dialogare. Siamo per la conciliabilità delle cose in comune e non per gli steccati e i pregiudizi del passato.