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Infrato e GTT: l’autogol di Rolandinho

Infrato e GTT: l’autogol di Rolandinho

di Andrea Doi

Il 30 dicembre 2016 la Giunta ha approvato la delibera che stabilisce il concorso annuale alle spese di Infrato per la metropolitana, la delibera al centro del caso disallineamenti sollevato dal consigliere Alberto Morano nell’esposto in Procura.

Il bilancio di previsione 2016 di Fassino stanziava per questa posta una ventina di milioni di euro, ma Appendino e Rolando ne coprirono a fine anno solo 7 . È storia nota: chi denunciò ai quattro venti la necessità di finanziare stabilmente e con risorse certe la Metropolitana scelse di finanziare solo 1/3 della rata annuale. Ironia della sorte, per finanziare quella spesa vennero usate proprio le entrate dell’operazione Westinghouse, finite nel mirino di opposizioni e revisori dei conti in queste ore per la loro possibile insussistenza.

All’epoca dei fatti traemmo una conclusione amara: da un punto di vista di bilancio il 2016 ha chiuso peggio del 2015. La Giunta grillina, “giacobina” sui conti del passato, dapprima ha approvato i bilanci Gtt e Infrato 2015 “disallineati” e poi, anziché rimediare, ha concorso ad incrementare i disallineamenti.

L’origine della sofferenza finanziaria di Infrato

Il Comune ha ridotto la contribuzione erogata a Gtt e Infrato già negli esercizi 2014 e 2015, allineandola alle risorse effettivamente disponibili per la Città. Tale impostazione, riassunta puntualmente nell’Audit interno prodotto sul rapporto Partecipate-Comune, è stata osservata dalla Corte dei Conti all’interno dei controlli ordinari sui bilanci del Comune che ha definito queste risorse “incomprimibili”

La Giunta Appendino, dunque, avrebbe dovuto coprire interamente questa cifra, ma non lo ha fatto nel 2016, mentre lo farà solo parzialmente nel 2017.

Le dichiarazioni di Rolando su Gtt e Infrato

Stando alle dichiarazioni di Rolando, infatti, nel bilancio preventivo 2017 gli stanziamenti Infrato sono stati consapevolmente ridotti dai 21 dovuti ai 19 stanziati. Per Gtt, a quanto pare, nemmeno un euro.

Così l’assessore: «Come concordato con i loro amministratori, sono state inviate recentemente alle due società partecipate le comunicazioni relative alle poste inserite nel bilancio previsionale 2017. Per il 2017 la Città di Torino erogherà un contributo di circa 19 milioni di euro alla società Infra.To, richiedendo, contestualmente, all’amministratore Currado di procedere con la rinegoziazione dei mutui in essere». Mentre per Gtt «con la quale non è ancora stata stipulata alcuna convenzione, si procederà, non appena approvato il bilancio, ad elaborare una convenzione volta a regolamentare le partite di debito e credito nei confronti della Città tanto del pregresso quanto per il futuro».

Rolando non dice di aver lui stesso tagliato il contributo del 2016, conferma di aver tagliato già in fase di previsione quello del 2017 e sorvola sul fatto che le entrate per finanziare tali spese sono quantomeno “improbabili”.

Verso la rinegoziazione dei mutui: la strada suggerita dall’audit e l’autogol di Rolandinho

Per uscire da questa situazione di impasse, l’assessore al bilancio ripesca quanto affermato nell’audit dai dirigenti del Comune. A pagina 13 del famoso documento, infatti, veniva dato atto di come la Città avesse già iniziato a indicare alla società la necessità di rinegoziare gli impegni finanziari con le banche e conseguentemente con la Città. Impegni, frutto di un accordo del 2002, che sono diventati nel tempo sempre non sostenibili per le casse comunali.

Per mesi i Cinque Stelle, consapevoli di essere parte del problema, hanno tentato di scaricare su altri le proprie responsabilità politiche gridando allo scandalo. Rolando non solo fa di meno e peggio – un autogol – ma lo fa pure con una punta di irresponsabile orgoglio. Del resto si sa, le regole della comunicazione “di regime” impongono di rilanciare sempre, e di non arretrare nemmeno di un passo, anche a costo di negare l’evidenza.

Nel frattempo la teoria del “buco ereditato” ha lasciato il posto al tema del “buco reale” dell’assestamento Appendino-Rolando (Ream). La sensazione è che a Palazzo Civico ci si stia avvitando per giustificare il proprio operato, non sempre ineccepibile a quanto pare. Il goffo attacco ai Revisori dei Conti andato in scena nella giornata di ieri ne è la prova più lampante.

Difficoltà da governo reale delle cose? A Palazzo circola un’altra voce:  sono i primi segnali che agli azzeccagarbugli seduti alla corte della sindaca la situazione sta scappando di mano.

 

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